"OCCHI PUNTATI SU..." Pasqual, dall'Inferno al Purgatorio in attesa del Paradiso
E' presto per dire se per Manuel Pasqual, terzino viola di (passate) belle speranze, l'Inferno sia finito. Ed è presto per dire se Manuel Pasqual, ex ragazzo prodigio della fascia sinistra, possa anelare ad un nuovo Paradiso. Quel che è certo è che da ieri sera Cesare Prandelli può contare su un giocatore in più, fra l'altro in un ruolo teoricamente coperto da mister 12 milioni di euro Vargas, ma allo stesso tempo scoperto dal rendimento altalenante (eufemismo) dello stesso peruviano. Pasqual, per giocare 90', ha dovuto aspettare che l'infermeria viola si riempisse di terzini sinistri, il già citato Vargas appiedato da una contrattura al tricipite e il lungodegente Gobbi, e talmente ci aveva preso gusto che non ha nascosto una smorfia di disappunto al momento di essere sostituito con Zauri a 4' dalla fine. Chissà quando mi ricapita, avrà pensato Manuel, ma anche questo dimostra la sua voglia di combattere, la sua voglia di esserci.
E' stato un inizio timido quello dell'ex-aretino, che ha preferito andare sul facile e controllare da vicino la zona sinistra di difesa dove di frequente transitavano Mancini e Maicon. Addirittura succedeva che a volte facesse capolino anche Ibrahimovic, e con certa gente meglio non scherzare. Poi, col passare dei minuti, si rivede il Pasqual di tre stagioni fa (sembra meno ma è dal primo anno di Prandelli, 2005-2006, che non è più lui). Qualche sortita offensiva nel primo tempo, così, per riprendere confidenza con la metà campo avversaria, e nel secondo una presenza costante in appoggio all'azione d'attacco viola. Ah, dimenticavamo...dai suoi piedi nascono le due azioni più pericolose della Fiorentina nei primi 45', entrambe su calcio da fermo. Al 21', dalla tre quarti, calcia una punizione, forte, tagliata, in mezzo all'area dove Felipe Melo sfiora senza deviare il pallone, a due passi dalla porta di Julio Cesar. Al 42' sceglie la conclusione diretta, calciando con violenza un'altra punizione, stavolta dal limite dell'area, sulla quale il portiere brasiliano compie un mezzo miracolo. L'altro mezzo lo compie Rosetti che, sulla ribattuta, riesce a non vedere una plateale trattenuta di Burdisso su Pazzini a centro area. Poi la perla dell'85', quando si riappropria del suo sinistro caldo e sapiente, e caletta un cross di quelli che fecero la fortuna di Luca Toni, sul quale Pazzini spreca malamente con un colpo di testa alto sulla traversa. Sarebbe stata l'apoteosi per la Fiorentina e per Pasqual.
Adesso si aprono scenari imprevisti. Da sempre la concorrenza, leale, porta solo benefici, ed i due Manuel (l'altro è Vargas) dovranno essere bravi ed intelligenti, sfruttando al meglio le occasioni che Prandelli offrirà loro. E poi diciamolo chiaramente, Manuel Pasqual era sembrato un giocatore perso per la causa viola, e forse anche il mister viola se ne stava convincendo. Due stagioni passate fra errori ed indecisioni, la fiducia dell'ambiente che veniva meno, e quell'atteggiamento da giocatore arrivato (chissà che ruolo avevano giocato quei minuti in nazionale contro la Germania, a Firenze, nel marzo 2006) che lo aveva relegato ai margini della prima squadra. Adesso torna tutto in gioco a patto che il terzino mancino confermi le premesse mostrate ieri sera. Abbiamo titolato dall'Inferno al Purgatorio non a caso. Una rondine non fa primavera, vincere una battaglia non significa aver vinto la guerra e potremmo andare avanti. E allora una cosa è certa, se Pasqual vuol riconquistare il posto da titolare e godere della primavera fiorentina, il "Paradiso" (leggi continuità di rendimento ed umiltà a piene mani) non può attendere.
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