"UNA SERATA CON..." Sarti, Hamrin e Antognoni
Chi ricorda la frase... "Meglio secondi che ladri"? Fra i tifosi viola, probabilmente tutti. Fu coniata dal capostipite dei settimanali che parlavano di Fiorentina, il "Brivido Sportivo", e più propriamente da Paolo Melani, pigmalione di quelle pagine gloriose. Il buon Paolo, all'indomani del "furto" perpetrato dalla Juventus ai danni della Fiorentina (correva la stagione 81-82), pensò bene di inventarsi una frase che in qualche modo consolasse il popolo viola, defraudato da quello che poteva essere il terzo scudetto. Ne nacque addirittura un adesivo che raffigurava il leone del Marzocco mentre faceva la "linguaccia", appoggiato ad uno scudo con sù il giglio di Firenze.

Quell'adesivo spopolò tra i fiorentini, tanto che in quei giorni due macchine su tre (esageriamo, ma è bello credeci...) portavano quella divertente ed irriverente calcomania. In quest'ottica va inquadrata la serata organizzata ieri da "Giglio Amico" alla Fortezza da Basso. Personalmente ho avuto la fortuna di esserci e di respirare un'aria meravigliosa, intrisa di storia viola.
Il titolo della manifestazione (il ricavato verrà devoluto interamente in beneficenza) era: "Grazie lo stesso, i numeri 2 alla ribalta". Obiettivo: premiare coloro che nelle varie discipline sportive (nell'ambito fiorentino e toscano) si sono classificati almeno una volta secondi, raggiungendo comunque un grande risultato ma fallendo per un soffio il traguardo più importante. Due esempi su tutti: Riccardo Tempestini, allenatore della Rari Nantes Florentia di pallanuoto che, nel biennio compreso tra il 99' ed il 2001, perse due finali consecutive del massimo campionato di categoria contro il fortissimo Posillipo. Ed ancora Franco Bitossi, ciclista degli anni 60', che nel 1972 a Gap (in Francia) dominò il mondiale professionisti quasi fino alla fine quando a poche centinaia di metri dal traguardo si "piantò" (come lui stesso racconta) vedendosi superare sul filo di lana da un altro italiano (tale Marino Basso) che si laureerà campione del mondo. Insomma, gente che ha scritto la storia nelle rispettive discipline ma che, per un motivo o nell'altro, sono rimaste con un palmo di naso a pochi passi dalla vittoria finale. Non poteva mancare il calcio. Ed allora ecco sfilare una rappresentanza della Fiorentina che dal 57' al 60' si classificò 4 volte seconda nel campionato di serie A, dopo che nel 56' aveva conquistato il primo scudetto della sua storia. Sarti, Robotti, Gonfiantini, Rimbaldo, Orzan, Carpanesi, Chiarugi... tutti accolti da applausi sinceri. Poi è la volta di un'altra Fiorentina, quella dell'81-82 (quella appunto che dette il via al tormentone "Meglio secondi che ladri") e gli onori di casa li fanno Giancarlo Antognoni, Roberto Galbiati, Paolo Monelli e Francesco Casagrande. Nota a margine: Antognoni arriva verso le 19,30, in leggero ritardo. La gente è tutta a sedere ma quuando entra il capitano, entra la luce e tutti si alzano ad applaudire commossi. Potenza del mito.
I ricordi si susseguono. Hamrin si lamenta perchè Batistuta gli rubò all'ultimo minuto il record di gol realizzati in maglia viola (152 contro 151). Orzan ricorda la finale di Coppa dei Campioni giocata e persa a Madrid nel 57'. Il Real era fortissimo certo, per i madridisti segnarono Di Stefano e Gento su rigore, l'arbitro olandese Horn fece il resto. Un salto di 20 anni e Antognoni ricorda come l'82' fu un anno senza tregua per lui: l'infortunio con Martina, la lotta tra la vita e la morte, il rientro, la beffa di Cagliari e la vittoria ai mondiali di Spagna...tutto insieme, tutto nella stessa stagione. Monelli ricorda quando arrivò nell'estate 81' come autentico crack del calcio italiano insieme a Massaro (Daniele era un di più, il pezzo forte era Monelli). Poi sappiamo tutti com'è finita. Galbiati racconta che nell'81-82 fece un grande campionato, ma dovette cedere il passo al campione del mondo Daniel Passarella, acquistato da Tito Corsi per tentare la scalata al terzo scudetto. Francesco Casagrande, invece, era un mediano, un faticatore. Segnava anche qualche gol, ma ne sbagliava tanti, come quei due a Milano con l'Inter quando il pareggio finale per 1-1 tolse un punto vitale per la Fiorentina di De Sisti. C'è anche la Fiorentina attuale, nella persona dell'amministratore delegato Sandro Mencucci che porta un pallone ufficiale in regalo da far firmare a tutti i protagonisti della serata e da mettere all'asta, per beneficenza. Sarà battuto a 210 euro. Dopo la premiazione, cena per tutti con la porchetta di Dario Cecchini, celeberrimo macellaio di Panzano in Chianti. E' il momento più bello: addenti un pezzo di schiacciata con la porchetta e parli con Antognoni, così, senza filtro, senza paura. Anche Mencucci, di solito schivo e riservato, si concede a battute e frasi in libertà. Dovrebbe essere sempre così. Peccato che la serata organizzata dall'ingegno e la volontà di Alberto Panizza e Marco Vichi (veri e propri motori di Giglio Amico) volga al termine e sia un caso isolato nel panorama dell'intrattenimento fiorentino. Grazie comunque, e...alla prossima.
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