VENUTI, LO SCOPRITORE A FV: SUPERERÀ LIROLA. E QUELLA VOLTA CHE LO RIMPROVERAI...

04.11.2019 16:30 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
VENUTI, LO SCOPRITORE A FV: SUPERERÀ LIROLA. E QUELLA VOLTA CHE LO RIMPROVERAI...

C’è chi per quella fascetta sulla testa e quella corsa inarrestabile sulla corsia di destra lo ha già paragonato a un illustre predecessore come Tomas Ujfalusi. Scherzi della fantasia, probabilmente, eppure Lorenzo Venuti spera davvero di ritagliarsi al più presto uno spazio importante nella Fiorentina. Il sogno di una vita, del resto, lo ha già in parte realizzato con la conferma a Firenze per questa stagione e il rinnovo di contratto fino al 2023 ma adesso, dopo le ottime prove contro Sassuolo e Parma, il terzino viola lavora ancora di più con l’obiettivo di diventare un titolare della squadra che fin dall’età di nove anni lo ha cresciuto. E alla quale, nel lontano 2004, lo fece notare tra i migliori prospetti dell’Incisa Loris Innocenti, attuale team manager del Valdarno F.C. con un passato anche nelle giovanili viola: “Si può dire in un certo senso che Lorenzo per primo l’ho cresciuto io” - racconta Innocenti in esclusiva  ai microfoni di Firenzeviola.it - L’ho avuto sotto la mia gestione dal 2002 in poi ma al di là della sua vita in campo sono sempre stato vicino a Lorenzo e alla sua famiglia, visto che abitiamo vicino e che il suo migliore amico, Niccolò, è il compagno di mia figlia: proprio a mio nipote, Tommy, Venuti ha dedicato l’assist di Reggio Emilia”.

Quindi è stato lei a segnalare Lorenzo alla Fiorentina?
“Sì, era il 2004 e già  da qualche tempo l’Incisa era “gemellata” con il settore giovanile viola per ciò che riguardava i migliori prospetti tra i giovani. Fu mia premura fare alla Fiorentina due nomi: Giorgio Gorini e Lorenzo Venuti. Sono davvero felice che dopo anni di gavetta, Lorenzo ce l’abbia fatta e stia pian piano coronando il suo sogno”.

Qual è a suo avviso il punto di forza di Venuti?
“Al di là degli aspetti atletici e tattici in campo, direi senza dubbio l’enorme spirito di sacrificio che ha sempre mostrato in ogni occasione, la voglia di non darsi mai per vinto anche di fronte all’infortunio che ha avuto a Pescara e che ne ha messo a rischio la carriera. Spesso alcuni giovani calciatori che si mettono in mostra sprecano tutto il proprio talento in tutte quelle che sono le distrazioni dell’adolescenza. Lorenzo no, non ci è cascato. Ed è con merito arrivato a giocare in Serie A”.

C’è un episodio che ricorda in particolare di Lorenzo da bambino nell’Incisa?
“Di lui porto sempre nel cuore la spontaneità che aveva e quel ciuffone nero che andava da una parte all’altra quando correva. Io e il mio collega Leonetto Failli abbiamo sempre saputo che prima o poi avrebbe sfondato nel calcio, proprio in virtù della sua voglia di fare. Una volta però mi toccò riprenderlo…”

E quando?
“Dopo un gol segnato in trasferta, Lorenzo si levò la maglia per esultare: sbagliò, gli dissi, perché bisogna sempre avere rispetto degli avversari e del pubblico di casa che ci stava ospitando quel giorno. Capii subito che la sua esuberanza era stata eccessiva e non rifece più lo stesso errore”.

Da ex viola ed esperto di calcio, crede che ora Lorenzo possa giocarsi le sue carte da titolare con Lirola?
“Credo proprio di sì. Spero che queste ultime due prove non cadano nel dimenticatoio ma servano a Montella per capire che ha davvero una risorsa in più su cui contare. Già in passato la Fiorentina aveva avuto l’opportunità di dare spazio a Lorenzo in prima squadra ma ha scelto poi di fare investimenti su giocatori che alla lunga si sono rivelati sbagliati sulla fascia destra. Adesso penso che dopo queste due prove Venuti parta alla pari di Lirola per la maglia da titolare. Anzi, le dico di più…”

Prego.
“Se avrà la stessa determinazione che ha sempre dimostrato e che aveva quando vestiva la maglia dell’Incisa, ce la farà tranquillamente ad entrare in pianta stabile negli undici”.