TEOTINO A FV, IL GOVERNO È DIVISO E DISCRIMINA IL CALCIO

28.04.2020 13:00 di Niccolò Santi Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
TEOTINO A FV, IL GOVERNO È DIVISO E DISCRIMINA IL CALCIO

Il botta e risposta che si è prefigurato nelle ultime ore tra Lega Serie A e Governo ha dato l'idea di una sorta di scontro in atto. "Secondo me è così e capisco poco il ministro dello sport Spadafora, forse è in cerca di maggiore visibilità". A dirlo è Gianfranco Teotino, ex responsabile della comunicazione della Fiorentina, intervistato in esclusiva da FirenzeViola.it.

Il Governo si sta muovendo male, a suo avviso?
"Sostengo che al suo interno c'è una differenza di opinioni. Domenica mi è sembrato assurdo l'intervento nella trasmissione di Fabio Fazio da parte di Spadafora, dopo che aveva parlato il Premier Conte facendo capire che tutti gli sportivi dal 4 maggio avrebbero potuto ricominciare ad allenarsi singolarmente. Da parte di Spadafora c'è stata una discriminazione nei confronti del calcio: gli altri atleti, come nuotatori o tennisti, potranno allenarsi nei rispettivi centri sportivi, mentre i calciatori solo al parco. Non ha senso, era l'occasione per tornare a far muovere il pianeta calcio. E poi c'è un tema che viene nascosto da tutti".

Prego.
"Se il punto che viene considerato insormontabile è quello che riguarda il da farsi in caso di un nuovo contagio all'interno di una squadra, beh sappiate che non si ripartirà né ora né tra quattro mesi. Se non si ricomincia adesso, non ricomincerà nemmeno la stagione successiva. Perché questo tipo di problema può essere risolto solo da un vaccino, per il quale potrebbero servire anche otto mesi. Di questo nessuno ne parla".

Però si parla di ritiri isolati e misure di prevenzione...
"I calciatori sono senz'altro una categoria a livello sanitario molto più avvantaggiata degli altri, quindi il livello di rischio è inferiore ad ogni altro lavoratore. Però in una partita ci sono i contatti, quindi se si presenta un nuovo positivo è un problema: questa situazione va anticipata. E poi voglio anche dire che nessuno pensa a quando ripartirà l'attività generale, ossia a cosa succedesse se un operaio che lavora in un cantiere o se un ferroviere all'interno di un trasporto pubblico risultasse positivo. Mi sembra ci si facciano problemi solo per il calcio, che, ripeto, a livello sanitario è molto più tutelato".

Mentre il voto unanime in Lega favorevole alla ripartenza del campionato le è parso strano?
"E' stato un voto strumentale, ha votato a favore anche chi in tutti modi si era battuto per sospendere il campionato. E sapete perché? Per il terrore di andare in conflitto con le televisioni, le quali devono pagare l'ultima rata. La volontà oscura di alcune società è quella di ottenere lo stop del calcio per decreto del Governo, così da poter usare il pretesto delle cause di forza maggiore per incassare lo stesso i pagamenti dalle tv".

La Fiorentina ha fatto presente che il rischio di influenzare la prossima stagione c'è eccome.
"Ma tanto la stagione successiva sarà comunque influenzata, perché se adesso non ci sono i presupposti per ripartire sarà così anche a settembre, a meno che non si scelga la via della strumentalizzazione. La tutela dovrà essere la stessa di oggi".

Da ex dirigente viola, era inevitabile mettere in cassa integrazione 50 dipendenti?
"Sì, evidentemente il blocco totale comporta scelte dolorose. So che in molti club importanti, a livello europeo, si è invece optato per la sospensione degli stipendi dei calciatori per poter coprire eventualmente quelli dei dipendenti".

Invece coi giocatori, almeno a Firenze, si sta ancora trattando.
"Secondo me ha più senso aspettare di capire se e quando sarà finita la stagione, in modo da stabilire quali sarebbero state le entrate effettive dei tesserati. Oppure fare come la Juventus, che nel caso si riprenda a giocare pagherà quel che non ha potuto pagare ai propri tesserati in questo momento di sospensione, anche se varrà per il bilancio della stagione successiva".