SCANZI A FV: "ITALIANO DA 7, MA L’ACF HA LA SINDROME DI 'CALIMERO'. VLAHOVIC? AZZARDO DI COMMISSO"

18.11.2021 10:00 di Niccolò Santi Twitter:    vedi letture
SCANZI A FV: "ITALIANO DA 7, MA L’ACF HA LA SINDROME DI 'CALIMERO'. VLAHOVIC? AZZARDO DI COMMISSO"

La ripresa del campionato si avvicina e sabato sera, al Franchi, c’è Fiorentina-Milan. Per l’occasione FirenzeViola.it ha intervistato in esclusiva Andrea Scanzi, giornalista e scrittore di nota fede rossonera: “La Fiorentina a livello estetico gioca molto meglio, per dire, della Roma di Mourinho o della Juve di Allegri - ha affermato - Sarò sincero, dopo dodici giornate non mi aspettavo che i viola sarebbero stati così alti in classifica”.

Quindi le piace il lavoro che Vincenzo Italiano sta facendo con il club gigliato?
“Senz’altro è stato preso un allenatore con un ottimo passato, ma dopo l’affaire Gattuso non si poteva fare altrimenti. Magari, dall’esterno, dico che mi sarebbe piaciuto che con Italiano la Fiorentina perdesse l’allure di squadra bella che, però, inciampa al traguardo”.

In effetti è una caratteristica che a Firenze ci portiamo dietro da sempre…
“Mio padre, tifoso viola, me lo diceva sin da quando ero bambino, poi crescendo mi sono accorto che aveva ragione. Prendere gol al 91' contro la squadra rivale per eccellenza, la Juventus, e per giunta da un ex come Cuadrado è una sfiga pazzesca... Al di là della sindrome di "Calimero" che questa squadra non meriterebbe, il voto che darei a Italiano, ad oggi, è tranquillamente un 7. Questa Fiorentina sta bene con le sette sorelle”.

Se c’è un requisito che accomuna i viola al Milan, probabilmente, è il gioco propositivo. Lei che gara si aspetta sabato?
“Credo sarà una partita franca, divertente e aperta a qualsiasi risultato. In termini di classifica il Milan è leggermente favorito, anche se il Franchi è storicamente un campo a noi avverso. Inoltre, Pioli non lo direbbe mai, ma quella di Firenze è la trasferta che teme di più”.

L'allenatore, infatti, ha vissuto momenti indimenticabili nel capoluogo toscano, dove forse si è contraddistinto più per le qualità umane che tecniche. Ma al Milan sta dimostrando il proprio valore, giusto?
“Assolutamente sì. Ho sempre avuto talmente tanta stima di lui a livello umano che, anche quando può aver sbagliato in rossonero, non ho mai scritto "#PioliOut". Detto questo, non pensavo che avrebbe fatto così bene, ha creato un gruppo straordinario. Lo conobbi bene quattro mesi fa, per un’intervista: mi colpì quando mi rispose che il vero Milan era nato durante le riunioni su Zoom, nel periodo del lockdown. Infatti, dalla pandemia in poi ha fatto un capolavoro, traendo il massimo da tutti. E quando parla di Fiorentina è vero che si accende molto”.

La situazione che si è trovato a gestire in riva all’Arno va oltre la normalità…
“È stato uno snodo della sua vita. Doveva dire alla squadra che Davide Astori se n’era andato, approcciandosi ad ognuno dei suoi giocatori in una certa maniera. Come uomo è cambiato del tutto e come tecnico penso di poter dire che, allo stato attuale, sia il miglior Pioli di sempre”.  

Passando al tema Vlahovic, le chiedo che idea si è fatto della sua vicenda contrattuale: si sarebbe aspettato tutto questo?
“Non so se sia una tattica del presidente, che è abbastanza bizzarro di suo, ma in un mondo normale Vlahovic lo blindi e d’estate lo stravendi. Io pagherei carte false per averlo al Milan: ma quale Belotti… Credo che Commisso abbia giocato d’azzardo, ora rischia di perderlo senza guadagnarci nulla. Mi dispiace, perché magari uno come lui non sarebbe comunque rimasto alla Fiorentina ma, quanto meno, vi avrei augurato di monetizzarlo tanto. Devo dire una cosa, però”.

Prego. 
“Ricordo tanti giocatori che, alle stesse condizioni, stagnavano, davano l’idea di stare in squadra tanto per starci. Vlahovic, invece, no: continua a dare il massimo. La vicenda contrattuale non lo ha destabilizzato affatto”. 

Al di là del serbo, c’è un giocatore che ruberebbe alla Fiorentina durante la sessione di mercato invernale? Magari Gonzalez, che tra l’altro è tornato negativo al Covid e sabato, forse non dal primo minuto, ci sarà.
“Sì, Nico Gonzalez, se proprio devo dire un secondo nome, lo prenderei volentieri, ma… Il primo in lista è Vlahovic, per distacco. Come calciatore è bello, pazzo, concreto. Un campione. Poi magari tra tre anni sparisce, come fu per un giocatore per il quale stravedevo e cioè Stevan Jovetic. Figuriamoci, ho scoperto solo di recente che gioca ancora, all’Hertha Berlino. Ma Vlahovic è diverso”.

Di lui colpiscono soprattutto la determinazione e la perseveranza…
"E non scordiamoci che gioca in una piazza come Firenze, che è meravigliosa ma anche impegnativa, perché appena sbagli tre partite un po’ te la "giura". Poi io mi diverto spesso a cercare i video degli allenamenti: a Vlahovic ho visto fare dei gol incredibili… Direi da "scemo" (ride, ndr). Scemo, ovviamente, in senso buono: intendo dire che mi diverte, fa delle cose che non sono normali. Mentre gli attaccanti che segnano e basta non mi piacciono”.