FREY A FV, Voglio undici leoni. Presto torno al Franchi

23.05.2019 19:40 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
FREY A FV, Voglio undici leoni. Presto torno al Franchi

Sebastien Frey, ex portiere della Fiorentina nell'epoca in cui sedeva in panchina Cesare Prandelli, oggi tecnico del Genoa che domenica si giocherà la salvezza sul campo dei viola, anch'essi coinvolti, è intervenuto in diretta ai microfoni di Garrisca al Vento!, trasmissione di MC Sport realizzata e curata dalla redazione di FirenzeViola.it: 

Sulla Fiorentina in lotta per non retrocedere: "Purtroppo ce lo chiediamo tutti com'è possibile. Con una gestione approssimativa penso che si abbia già una risposta. Prima di prevedere qualsiasi futuro dobbiamo aspettare tutti con ansia di chiudere questo campionato domenica e rimanere in Serie A. La Fiorentina deve farlo, e poi ripartire con qualcosa di nuovo, magari un progetto di 2-3 anni che possa riportare su una città ed una squadra che non meritano di stare in questa posizione".

Sui messaggi da dare al gruppo arrivati a questo punto: "Il bilancio è negativo, non serve nascondersi. Il cambio di allenatore è arrivato in un momento delicato, e abbiamo visto che in sette partite sono arrivati sei ko ed un pareggio. La statistica è molto preoccupante ed è anche per quello che siamo in questa posizione. Penso che a stagione finita ci sarà una spiegazione, ora è inutile incrementare polemiche: serve stringersi intorno ai ragazzi. La squadra è quella che è ma la Fiorentina deve rimanere in A. Ci saranno tensione e stress, perché si giocano il futuro ma mi auguro per loro che si preparino bene. Ora non c'entrano la tecnica o la tattica, è tutto psicologica. Vincerà chi sarà più determinato".

Sul piano psicologico nella lotta alla B: "Potrebbe essere l'unico problema: il Genoa è più abituata a giocarsi la salvezza in fondo, anche la sua piazza. La Fiorentina no, si è quasi sempre salvata tranquillamente. Se andiamo a vedere comunque i giocatori della Fiorentina sono molto validi, ma un vero leader, un trascinatore agonistico, non lo vedo. Vedo poca leadership. Più che uno, spero che ci siano undici leoni affamati in campo. Lo stadio sarà pieno, e se la squadra si salva con un risultato saranno comunque applausi. Altrimenti sarà contestazione pesante, e ce ne saranno per tutti. I giocatori devono capirlo, su questo piano Firenze è una piazza tosta".

Sulla partita di domenica per Prandelli: "Come lui, un po' tutti noi di quella squadra siamo rimasti affezionati a Firenze, abbiamo tutti una casa qui. A livello calcistico e umano questa città ci ha dato qualcosa di straordinario. Per lui sarà una partita delicata, ha Firenze nel cuore e non lo nasconde. Io da non protagonista sono nella sua situazione: ho fatto due anni al Genoa, mi hanno accolto da campione e mi hanno rispettato. Il cuore si tinge più di viola, anche per lui. E dopo una mezza stagione complicata si ritrova ad uno spareggio con la Fiorentina, sarà molto emozionato".

Sui Della Valle: "Bisogna riconoscere loro il lavoro di tutti questi anni. Aver portato la nostra Fiorentina ad un livello importante dalla C. Quello non glielo può togliere nessuno, ma vedendo dall'esterno si nota una rottura tra la tifoseria e la proprietà. Si tratta di capire se si può sistemare, e tornare ad un amore reciproco o no. Sennò è giusto che facciano valutazione e trovare una giusta sistemazione per la Fiorentina. Potenziali acquirenti dovrebbero farsi vedere, ma Firenze è piazza appetibile sia a livello calcistico che di vita. Si capiranno tante cose da domenica sera in poi, lì lo stress o sarà amplificato o scaricato, in base al risultato. Verranno fuori tante verità e anche io da tifoso viola voglio capire che ambizioni avranno la prossima stagione. Parliamo di una squadra che spesso ha giocato nelle parti alte della classifica, e bisogna trovare una soluzione per rispettare 

Sulla salute: "Sto migliorando, sono tornato ad essere un uomo normale. Cammino da un mese e mezzo, per riprendere l'attività sportiva dovrò aspettare un po' perché il virus mi ha causato problemi articolari. Per fortuna posso parlarne, quando un medico ti dice che hai rischiato il peggio apprezzi di più dalla vita. Mi sono rifatto una bella famiglia, con una bambina di otto mesi. Piano piano tornerò anche al Franchi, l'avevo promesso. Purtroppo mi sono ammalato proprio quando avevo annunciato di tornare, ma è una promessa rimandata: voglio tornare presto perché sto bene, e per rivedere la Fiorentina in Serie A".