FORTE (TUTTOSPORT) A FV, LA FIORENTINA TORNERÀ SU BELOTTI. ECCO CHE COSA SARÀ DECISIVO

11.04.2020 15:00 di Niccolò Santi Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
FORTE (TUTTOSPORT) A FV, LA FIORENTINA TORNERÀ SU BELOTTI. ECCO CHE COSA SARÀ DECISIVO

Questa mattina Tuttosport ha pubblicato un articolo a firma di Camillo Forte secondo cui il Torino, a gennaio, avrebbe rifiutato un'offerta di 40 milioni da parte della Fiorentina per Andrea Belotti. Per saperne di più, FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva il collega piemontese. 

Cosa ha mosso il Torino a rifiutare la sostanziosa offerta dei viola?
"Il fatto che per adesso Belotti è ritenuto incedibile. Tant'è che i granata hanno rifiutato molte altre offerte in passato: la scorsa settimana, ad esempio, si è fatto avanti l'Everton di Ancelotti. Ma al più presto è probabile che Cairo convochi il giocatore per parlare di prolungamento".

Ma la Fiorentina, in caso di risposte positive, avrebbe potuto alzare il tiro?
"Le è stato detto che Belotti non lo davano via per alcuna cifra. Il Torino ha detto 'no grazie' e non ha ascoltato alcun eventuale rialzo, anzi, non c'è stata nemmeno una trattativa".

A suo avviso, il club toscano ci riproverà in estate?
"Secondo me sì: appena finirà il campionato ci riproverà, così come tante altre squadre. Diventa fondamentale capire se, quando Belotti e l'agente si potranno incontrare con Cairo, salterà fuori un accordo o meno. Se, cioè, verranno date al giocatore le garanzie che sarà costruita una squadra competitiva. Altrimenti l'attaccante chiederà di essere ceduto". 

Quindi il problema non è finanziario.
"No, i granata potrebbero offrire a Belotti un aumento d'ingaggio fino a 3 milioni (ora ne guadagna 2, ndr). Il problema sta solo nelle garanzie che gli possono essere date a livello competitivo".

Mentre al giocatore sarebbe potuta piacere una piazza come Firenze?
"Lui non ha preso in considerazione alcuna possibilità, la resa dei conti sarà solo l'incontro con Cairo. Stavolta sia il Gallo che Sirigu pretendono garanzie importanti, vogliono giocare le competizioni europee".

Passando ai temi generali, pensa sia giusto che il campionato riparta?
"Se ci sono i presupposti, sì. E credo che far riprendere gli allenamenti dopo il 3 maggio sia l'intenzione un po' di tutti, anche della Federazione. Solo il Belgio la pensa diversamente. Se i contagi continuano a calare così, e se si hanno le giuste cautele, non vedo quali rischi possano incontrare i giocatori".

Supponiamo che salti fuori un nuovo positivo...
"Bella domanda. Si potrebbe isolarlo, tenere la squadra ferma per quattordici giorni e sforare un po' coi tempi. Ma è difficile che dopo un ritiro di un mese di quaranta persone vengano fuori nuovi casi. I calciatori, poi, credo siano i lavoratori più tutelati... Hanno un medico a disposizione, nonché tamponi costanti. E non bisogna sottovalutare che riprendere a giocare possa, banalmente, essere un motivo di svago per la gente".