BONAN A FV, Sogno una Viola come il Borussia...
La partita di ieri ha reso alla piazza una Fiorentina con più verve, con più motivazione e soprattutto con più gioco. Tuttavia, una rondine non fa primavera, e la stagione deludente era e deludente rimane. A questo punto si deve ripartire. Da chi e come rimane un mistero. Firenzeviola a questo proposito ha sentito in esclusiva Alessandro Bonan, noto conduttore della trasmissione Calciomercato di Sky. Queste le sue parole: "La Fiorentina vista ieri è evidentemente una buona Fiorentina. Tuttavia la stagione è stata deludente e molto al di sotto delle attese. Molti giocatori hanno reso meno di quanto potevano e dovevano rendere e nel bilancio di un'annata due-tre partite giocate bene non possono cancellare una stagione bruttina. A questo punto, la società deve secondo me fare una scelta di coraggio e di rottura con il passato recente. Facendo, in un colpo solo, capire anche alle grandi squadre del Nord quanto il calcio negli ultimi anni sia cambiato: non è più il tempo per gli investimenti da milioni e milioni di Euro, sono i giovani, la freschezza, che rende forte una squadra. Io sogno una Fiorentina che sia l'alter ego italiano del Borussia Dortmund. E le possibilità ci sono anche, visto che, Pantaleo Corvino ama i giovani e li sa anche scegliere. Allora perché non puntare sulla freschezza, perché non puntare sulla capacità di fare calcio, e non soltanto sui soldi e sui milioni che, tra l'altro, prima o poi finiscono a Firenze come a Milano. Fossi la dirigenza fiorentina comincerei a ricostruire da quel fenomeno che si chiama Stevan Jovetic e su di lui costruirei una squadra veloce e rapida. Il calcio italiano non è quello tedesco è vero, ma noi freghiamocene.. La Fiorentina deve dare l'esempio che un nuovo calcio è possibile. Anche perché l'unica volta che la Fiorentina ha vinto davvero è stato proprio con i giovani, la Fiorentina yèyè, per favore, non la dimentichiamo mai.."
"I big? Su di loro c'è da fare un discorso a parte. Si deve capire quanto davvero vogliono restare a Firenze, o meglio, quanto considerino Firenze una piazza importante. Perché, una cosa è stare bene in un posto, un'altra è voler dare tutto per una maglia. Se considerano Firenze come un riposo dorato allora via, se considerano Firenze una diminuzione di ambizioni, seppur anche minima, allora via".
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