BOJINOV A FV: "JOVIC DEVE DARE DI PIÙ, MONDIALE SIA STIMOLO. MILENKOVIC PUÒ SEGUIRE VLAHOVIC"

24.11.2022 13:30 di Luciana Magistrato   vedi letture
BOJINOV A FV: "JOVIC DEVE DARE DI PIÙ, MONDIALE SIA STIMOLO. MILENKOVIC PUÒ SEGUIRE VLAHOVIC"

Per Valeri Bojinov Firenze è già stata un punto di partenza come calciatore nel 2005 ed ora può esserlo ancora per una nuova carriera da dirigente visto che l'ex attaccante viola proprio nel capoluogo toscano, a Coverciano, sta studiando da direttore sportivo: "L'ultima volta sono venuto a Firenze da avversario con il Parma ed ora sono tornato perché mi sono iscritto al corso di direttore sportivo, un corso importante e da cui capire, grazie alla visione ed esperienza di tante persone che conosco qui, cosa c'è oltre il calcio giocato e cosa vuol dire essere direttore o dirigente, così da decidere quello che diventerò".

A quale ds si ispira? "Ne ho avuti tanti, la fortuna è averli conosciuti, averci parlato ed essermi confrontato con loro, a volte mi hanno criticato ed altre volte fatto i complimenti, non voglio fare un nome solo perché ho imparato da tutti. Poi sanno tutti che mi ha scoperto Pantaleo Corvino ed è stato il più importante per la mia carriera, l'ho ritrovato a Firenze e da lui ho imparato tante cose e segreti. Ma tutti sono stati importanti poi in un ciclo calcistico non è sempre tutto rose e fiori". 

Perché lasciò Firenze? "Mi è stato proposto di andare alla Juve l'anno di Calciopoli, non sapevo neanche se avrebbe fatto la C o la B, e ci fu uno scambio con Mutu che venne a Firenze. Lo so che questo percorso per il popolo viola è stato un dramma ma noi siamo professionisti e volevo fare questa avventura nonostante il rispetto per i tifosi. Al mio rientro dal prestito però sentii che la gente era cambiata nei miei confronti. Capisco che ci sia tanta rivalità ma il calcio è businnes e la storia parla di tanti giocatori andati dalla Fiorentina alla Juventus e chi ci ha guadagnato è la proprio la Fiorentina che ha incassato soldi grazie ai quali avremo ad esempio il Viola Park. Anche la nuova proprietà è brava a valorizzare giocatori e fare plusvalenze rivendendoli e grazie a questo può investire in giocatori e centro sportivo. Inoltre la società è forte e permette ai tifosi di stare tranquilli".

La Fiorentina è troppo lontana dall'Europa? "I numeri dicono di sì ma basta poco a ribaltare risultati e fare punti con le vittorie. La proprietà ha ambizione ed entusiasmo ed ha questo progetto di poter portare la Fiorentina dove siamo abituati a vederla. Ci vuole tempo e pazienza e la tifoseria deve sostenere la squadra, capisco che l'anno scorso è arrivata  in Europa mentre in questa stagione è indietro ma anche ad Italiano va dato tempo. Non so quale strategia abbia la dirigenza sul mercato ma la società ha ambizione e c'è una piazza importante con lo stadio pieno, Quando ero qua mi aiutava tanto e non posso sentir parlare di pressioni perché noi dobbiamo giocare per i tifosi e gli stadi pieni, anzi la pressione deve servire a far vedere che uno ha entusiasmo e si prende le responsabilità, anche fischi se sono meritati perché significa che ci sono delle aspettative. L'importante è mettere  anima, cuore, sudore e lacrime perché se metti queste cose il tifoso lo sente al di là del risultato, e se dai tutto anche in allenamento poi i risultati verranno".

Un giudizio sull'attacco viola? "E' che noi siamo abituati a vedere Vlahovic che ha fatto tantissimi gol e faceva giocare la squadra che a sua volta giocava per lui. Abituati a lui, va capito che ora ci sono semplicemente due giocatori diversi rispetto a lui. E' Jovic che deve dare un po' di più, non che non lo faccia, ma lui è chiuso, non parla molto, è timido e deve fare uno sforzo per i compagni e la squadra perché le qualità le ha, lo conosco per averci giocato contro, e non è un caso che abbia segnato tanto in Bundesliga e che sia stato al Real. Lì non ha segnato molto ma ora ha la possibilità di rifarsi. Non è che debba diventare l'erede di Dusan, deve fare quello che gli chiede l'allenatore, fare gol, giocare per la squadra, dare il massimo, correre e lasciare anima, cuore e sudore in campo".

Il Mondiale può essere uno stimolo? "Per un giocare giovane penso e mi auguro che sia uno stimolo. Io a 18 anni andai a fare l'Europeo che mi ha dato uno stimolo grandissimo ed infatti quando tornai con Zeman segnai 12 gol. Sono queste le cose che devono darti uno stimolo perché un Mondiale è l'occasione della vita, ora lui e i giocatori serbi hanno questa opportunità ed ognuno di loro la deve prendere come fosse l'ultimo treno così da tornare a Firenze come un altro tipo di giocatore che possa fare tanti gol per la Fiorentina, per i tifosi e per se stesso".

E cosa mi dice di Milenkovic? "L'ho avuto anche come compagno di stanza (nel Partizan, ndr) che arriva da una bella famiglia, un ragazzo buono e timido ma cattivo in campo. Stravedo per lui e lo amo come giocatore e come persona. Spero che possa diventare uno dei difensori più forti. Lo è già ma mi auguro faccia un salto di qualità. E' un ragazzo umile e che lavora molto e sono sicuro che farà grandi cose con la maglia viola, visto che ha rinnovato a lungo. Non si può fare un paragone tra lui e Vlahovic viste le valutazioni diverse che vengono fatte da difensore ad attaccante ma penso che Milenkovic è un muro e può seguire il suo percorso con il club che potrà ricavare molto anche dal suo cartellino".

Dunque lo vede lontano da Firenze? "Mi auguro resti e sia il nuovo Antognoni ma il calcio è cambiato, è businnes. Se la società può guadagnare con lui e reinvestire in nuovi Vlahovic e Milenkovic perché no? C'è anche una rete di scouting e Burdisso ha occhio, è bravo a visionare i giocatori... Insomma li hai presi a 5, uno lo hai venduto a 70 e l'altro a 50. Se vuoi essere competitivo devi avere un budget importante. La Fiorentina è una grande società e lo sta dimostrando ma ci vuole tempo e successi nel tempo per tornare a certi livelli".

Chi vince i Mondiali? Non sto vedendo le partite per intero per via del corso, ma mi hanno sopreso Argentina e Germania. Però secondo me lo vincerà una sopresa e non essendoci l'Italia da tifare la mia favorita è la Serbia, sia perché ci ho giocato sia perché ho tanti amici serbi, anche se è in girone duro. Spero siano i serbi a vincere perché hanno un gruppo importante e non solo i singoli.

A gennaio che campionato sarà, scudetto ipotecato? "Il Napoli è predestinato ma occorre vedere cosa succede dopo il Mondiale, come tornano i giocatori, gli infortuni e tanti altri aspetti perché è una novità. La cosa che più mi auguro è che tornino tutti sani e senza infortuni, poi vediamo. Certo il Napoli è quella che ora dà più soddisfazioni ma le milanesi non mollano, la Juve si sta riprendendo, così come la Roma e la Lazio che stanno ritrovando alcuni giocatori ed anche se la squadra di Spalletti ha tanti punti di vantaggio vedremo come li gestirà. Mi auguro però sia un campionato divertente fino alla fine".

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