PATRIMONIO NETTO: I PERICOLI CHE NON CORRE LA VIOLA

22.02.2024 11:09 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
PATRIMONIO NETTO: I PERICOLI CHE NON CORRE LA VIOLA
FirenzeViola.it

Sembra aver creato un certo frastuono la notizia che la Fiorentina è sesta nella classifica per patrimonio netto, addirittura dietro al Bayern e davanti al Psg. La classifica fa un certo rumore ( ma forse solo a Firenze), malgrado non riguardi alcun trofeo vinto nè alcuna competizione sportiva. Insomma è calcio, ma nulla ha di pedatorio  o sportivo.

Tornando alla graduatoria, vi si osserva come l’Inter abbia un patrimonio addirittura negativo e intanto s’avvia a vincere lo scudetto. È immaginabile quindi lo sgomento del tifoso nerazzurro che sta per vincere il titolo nazionale sul quale s’è abbattuta di recente la notizia  che la Fiorentina è davanti all’Inter nella virtuosa classifica del patrimonio netto, mentre la sua viziosa squadretta  quel parametro lo ha addirittura negativo. Del resto un buon senso della vita in termini di virtù e vizi lo stabilì George Best che disse: ho speso gran parte dei miei soldi per alcool, donne e macchine veloci, il resto l’ho sprecato.

Ma quali vantaggi porta, soprattutto a Rocco Commisso, avere un patrimonio netto così elevato? Il proprietario potrà vendere per una cifra più alta, il patrimonio netto viola è pari a 293 milioni di euro, in sintesi se e quando Commisso venderà, è improbabile che lo faccia a meno di questa cifra, considerando che nel 2019 Commisso pagò ai Della Valle 170 milioni, si tratterebbe già di una notevole plusvalenza. Ma Commisso non perde occasione per ricordare a tutti di aver messo nella Fiorentina 450 milioni. Vediamo da dove nasce questa cifra: 170 milioni sono stati pagati ai precedenti proprietari, 182 milioni circa sono le ricapitalizzazioni versate da Commisso nel club viola fino al giugno ‘23, 100 milioni sono le sponsorizzazioni Mediacom.

Perciò adesso Commisso è proprietario di un club col patrimonio netto di 293 milioni di euro. Dei quali tuttavia 100 milioni di euro sono relativi al valore dei calciatori calcolato al costo ammortizzato. Tuttavia i calciatori sono un bene dal valore volatile, tra infortuni, deprezzamenti, mutamento delle condizioni del mercato, e tutti gli imprevisti positivi o negativi che influiscono sul valore di un calciatore.

Il patrimonio netto è come una foto: un click che mostra la differenza tra voci attive e passive al momento dello scatto. Per la Fiorentina averlo così alto  è indice di solidità societaria e mette al riparo dal rischio default. La Fiorentina quindi non corre il pericolo di fallire, come non corre il pericolo di vincere lo scudetto. I tifosi potranno quindi dormire sereni e serafici tra due guanciali, la navigazione a velocità media senza scossoni nè in giù nè in su è assicurata. Un po’ come quei matrimoni bianchi dove non c’è pericolo di divorzio, ma non si scopa mai. Invece l’amore come lo sport necessitano di gioia, entusiasmo e grandi sogni, non a caso il più grande, Pelè, diceva persino che un rigore è un modo meschino di segnare.

Invece tra le robuste mura del Viola Park difese da arcigni guardiani, si rigirano tra le mani la classifica del patrimonio netto e sanno persino goderne. Forse perché consapevoli che si tratta dell’unica classifica che l’attuale dirigenza è in grado di vincere. Poiché per prevalere servono solo i quattrini e Commisso, bontà sua, ne ha d’avanzo. Non occorrono cuore e competenza. Non occorre fare autocritica. Non occorre umiltà, nè bisogna imparare alcunché o mettersi in discussione. Continuiamo così, facciamoci del male, ha detto Nanni Moretti.