La missione americana volge al termine, cresce l’attesa per i resoconti. A New York tanto lavoro nel massimo riserbo e un semplice incontro tra vecchi amici
E’ come se un po’ tutti i protagonisti avessero deciso di togliere i suoni del telefono, ponendolo in modalità silenziosa, anche perché ritrovarsi dall’altra parte dell’oceano consente gioco forza di mantenere un certo riserbo. Così mentre la missione americana di Paratici e Ferrari volge al termine e cresce a dismisura la curiosità nei confronti delle decisioni prese (o da prendere), l’attesa non può che spostarsi alla prossima settimana, quando le linee guida decise negli States verranno riferite in conferenza stampa.
Massimo riserbo
Ferrari e Paratici faranno rientro nelle prossime ore in Italia dopo giornate piene, di lavoro e riunioni ma anche di momenti per conoscersi meglio. D’altronde per il presidente Commisso questi restano i primi mesi in un nuovo ruolo, e stesso dicasi per Paratici arrivato in viola soltanto nel febbraio scorso. Anche per questo su molto di quanto avvenuto (e deciso) a New York, presumibilmente nel corso di riunioni tenute negli uffici della Mediacom, è resistito il massimo riserbo, pure in termini di semplice immagine visto che non sono apparse istantanee che vedessero insieme i vari protagonisti.
Zero tracce
Nessuna traccia lasciata lungo il percorso, in altri termini, probabilmente anche per la mole di argomenti da affrontare e scelte da prendere che non ha lasciato troppo spazio a strategie comunicative su come raccontare la missione a stelle e strisce della dirigenza viola. Restano perciò le parole di Joseph Commisso le uniche linee guida fin qui riferite sul prossimo anno, piuttosto generiche per la verità, alle quali seguiranno quelle che Paratici e Ferrari vorranno riferire quando si presenteranno nella sala stampa del Viola Park a metà della prossima settimana.
L’attesa per il nuovo corso
Intanto crescono su un doppio binario aspettative e domande sul futuro immediato che attende la Fiorentina. Il nuovo corso firmato Paratici, che dovrebbe riguardare ogni ambito dell’universo viola con altre figure in arrivo dopo il nuovo responsabile del Viola Park (profili che riguarderanno un po’ tutti i rami del club, dalla comunicazione allo staff tecnico di Grosso fino a quello medico) rappresenta d’altronde il primo appiglio di una tifoseria che si affida in massa al suo nuovo dirigente, unico riferimento in questo momento meritevole di fiducia da parte di un popolo viola inevitabilmente scettico.
Saluti tra vecchi amici
Di certo per Paratici sono stati giorni frenetici nei quali ha mantenuto un ritmo forsennato di lavoro, quasi un’abitudine per un manager che viene raccontato come costantemente proiettato in una full immersion produttiva. Forse anche per questo, e per la contemporanea presenza a New York dove risiede, chi lo ha visto all’opera ha volentieri colto l’opportunità di un incontro per ritrovarsi davanti a un caffè, in una sorta di saluto tra vecchi amici come quello andato in scena con l’ex presidente del Tottenham Daniel Levy. Un contatto che, seppure confermato, non avrebbe niente a che vedere con un cambio di guida al vertice del club.
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