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Il primo Grosso flop (e un clamoroso ritorno all'orizzonte)

Il primo Grosso flop (e un clamoroso ritorno all'orizzonte)FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 02:00Copertina
di Tommaso Loreto
Il primo allenatore scelto da Paratici viene esonerato dopo appena 3 partite. Decisiva la volontà del tecnico di fare un passo indietro. La prima delle tante scelte estive si è rivelata un fallimento

Un fallimento. Difficile, praticamente impossibile, trovare altri termini per definire la prima scelta di Fabio Paratici in termini di guida tecnica. Lui che si era trovato a gestire insieme a Vanoli il girone di ritorno dell'anno scorso, adesso si ritrova a fare i conti con un vero e proprio ribaltone, dopo una partenza da incubo ma evidentemente anche qualcos'altro.

Il silenzio dopo le sconfitte

Perché immaginare che i seppur evidenti problemi mostrati in queste tre sfide siano stati sufficienti a spingere il tecnico a fare un passo indietro è un po' troppo, almeno in avvio di un'avventura che per Grosso rappresentava un vero e proprio trampolino di lancio. E perché più volte, in sede di presentazione ma non solo, Paratici in primis aveva garantito per l'allenatore reduce da una buona annata a Sassuolo. Insomma c'era da aspettarsi tutt'altro anche in termini di rapporti, seppure il silenzio dopo le tre sconfitte in fila qualche dubbio l'avesse sollevato.

Una distanza andata in crescendo

Un buon manager e un efficace comunicatore, aveva anticipato il ds nei giorni della scelta su chi mettere in panchina, e invece in tal senso il nuovo tecnico ha impiegato pochissimo tempo a prendere altre strade, a tratti smentendo anche chi lo aveva chiamato al Viola Park. Lo aveva fatto nel rimarcare una rosa arrivata ai primi impegni con più di una mancanza, ma pure una gestione del caso Kean lontana dalle sue preferenze. Insomma confermando che una certa distanza con le varie scelte (anche del mercato) si era andata creando, fino alla decisione comunicata ieri a tarda sera (in un summit successivo alla partita serale) alla dirigenza.

Il ritorno di Vanoli

In uno scenario del genere, e per il peso che ha la guida tecnica, è logico che il progetto firmato Paratici traballi prima ancor prima di aver mosso i primi significativi passi, e soprattutto crea un'incertezza che andrà allontanata rapidamente. Un diversivo da affrontare con cautela perché la stagione è solo all'inizio, ma il rischio che sia già pregiudicata molto alto. Forse anche per questo la dirigenza si è convinta del ritorno di Paolo Vanoli, opzione sulla quale si è virato in fretta dopo aver sondato il terreno con altri profili, e tecnico che ha già affrontato una dura salita con una Fiorentina in condizioni disastrate. Un ritorno persino al recente passato, oggi che però la squadra è completamente diversa.

Primo flop

Resta tuttavia l'amarezza per una storia finita prima ancora di cominciare. Quella stessa storia che Paratici ha provato a disegnare nel corso dell'estate con il calciomercato, certo, ma anche rivolgendo lo sguardo al futuro e a un progetto triennale, senza accorgersi tuttavia che nell'immediato il primo garante di quel progetto, colui che avrebbe dovuto guidare il gruppo dalla panchina, si è trovato di fronte a problemi molto più grandi del previsto. Anche per via di una squadra rifinita sul fil di lana del mercato, e orfana di un minimo di esperienza dettato da un'età media bassa. Problemi così grandi da spingere verso un passo indietro che, per forza di cose, coincide anche con il primo flop in viola di Fabio Paratici. Sostenitore di un Grosso presentato come “prima scelta” non più tardi di 60 giorni fa.