Fiducia programmata: la Fiorentina cambia narrativa ma adesso servono solo i risultati
Cambiare passo, prima ancora che risultati. La Fiorentina è pronta a rimettere mano alla propria strategia, anche e soprattutto sul piano della comunicazione, per provare a ricostruire fiducia e positività nel momento più delicato della stagione. Una linea chiara, maturata negli ultimi giorni e fatta propria - seppur lontano dai riflettori - dal futuro Head of Football viola Fabio Paratici. Un indirizzo che trova riscontro diretto anche nella chiacchierata di Capodanno concessa dal dg Alessandro Ferrari ai canali ufficiali del club: parole misurate ma non casuali, pensate per lanciare un messaggio preciso a squadra, ambiente e tifosi.
I numeri come appiglio per l’ottimismo
Il contesto, però, racconta altro. Dicembre ha lasciato in dote risultati preoccupanti, in particolare le tre sconfitte su quattro arrivate negli scontri salvezza che avrebbero dovuto segnare la svolta. Eppure la Fiorentina ha scelto di aggrapparsi ai segnali di crescita, rivendicati da Ferrari e che siamo in grado di svelarvi: sotto la gestione Vanoli la percentuale di tiri in porta è aumentata del 14%, Gudmundsson è passato da 33 a 50 conclusioni nello specchio, Fagioli ha triplicato i passaggi chiave (da 5 in 487 minuti a 15 in 509), con un incremento generale di chilometri percorsi e intensità. Solo per dirne alcuni. Indicatori utili, certo, e coerenti con la scelta di portare concetti più ottimistici, rafforzata anche dall’imminente arrivo dell’esterno offensivo Manor Solomon e dallo stesso Fabio Paratici.
Tra strategia e realtà del campo
Il rischio, però, è che la narrazione sia destinata a restare sospesa se non sarà presto accompagnata dai fatti. Perché la classifica resta altamente deficitaria, due scontri diretti per la salvezza sono stati già persi e, in tutto questo, il ritorno di Kean - a cui sono stati inspiegabilmente concessi dei giorni liberi - continua a essere un’incognita (forse il centravanti sarà al Viola Park oggi). Ecco perché, in questo scenario, provare a scandire il percorso salvezza in tappe - sette vittorie e otto pareggi, come ipotizzato dal dg - suona oggi pretestuoso, seppur figlio di una strategia comunicativa volutamente positiva. Una piano che, senza una vittoria già domenica contro la Cremonese, rischia però di restare fine a se stesso. Intanto, la Fiorentina ha scelto la strada dell’ottimismo: adesso deve dimostrare di saperlo sostenere sul campo.
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