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Dalle stelle alle stalle. Ora toccherà a Vanoli gestire Kean, con una buona e una cattiva notizia

Dalle stelle alle stalle. Ora toccherà a Vanoli gestire Kean, con una buona e una cattiva notiziaFirenzeViola.it
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Oggi alle 00:05Copertina
di Giacomo A. Galassi

Lo aveva detto Paratici nell'ultima partita di campionato ormai 10 giorni fa contro l'Inter: "Moise vada in Nazionale e ci porti al Mondiale". Così non è stato nonostante l'attaccante della Fiorentina sia stato tra i pochissimi azzurri a mostrare tutta la sua straripante forza, dimostrando pregi e difetti sia contro l'Irlanda del Nord che soprattutto contro la Bosnia. Certo, è difficile dare la croce addosso ad un giocatore che ha segnato per la sesta partita consecutiva in Nazionale, ma le immagini prima della sostituzione a Zenica, con Kean con le mani nei capelli, dimostrano quanto sia rimasta nella testa dell'attaccante l'occasione creata e fallita che poteva chiudere i conti, con il pallone sparato alto dopo 50 metri palla al piede e a tu per tu con il portiere avversario.

Dalle stelle alle stalle
Eppure la serata in Bosnia era iniziata come meglio non poteva, con un bolide sparato al sette al primo errore della Bosnia: griddy dance e festa Italia con Moise Kean che ha segnato ancora e lo ha fatto con un'altra perla. Tutto però, per l'attaccante della Fiorentina così come per i compagni azzurri, è cambiato con l'espulsione di Bastoni che ha costretto l'Italia nella propria area per tutto il match, anche se Kean avrebbe anche un'occasione monumentale per chiudere la sfida. Palla rubata da felino, scatto in avanti senza paura e botta con il destro da dentro l'area: il pallone supera il portiere ma termina alto di centimetri. Una sliding door dalla quale l'Italia non si è ripresa anche per i cambi di Gattuso che ha scelto di togliere l'attaccante e inserire Pio Esposito che ha fallito almeno altre 3 o 4 occasioni, a differenza della Bosnia che alla fine è riuscita a pareggiare e poi a vincere ai calci di rigore.

Che Moise tornerà a Firenze?
Il rientro al Viola Park dell'attaccante è previsto per giovedì pomeriggio, quando Vanoli e i suoi compagni lo accoglieranno provando ad abbracciarlo e farlo sentire a casa non pensando a quanto è successo in Bosnia. La buona notizia è che fisicamente Kean ha dimostrato di essere tornato, la brutta è che non è prevedibile come potrà reagire psicologicamente. A Vanoli e al suo staff ora il compito più duro, convincere Kean a pensare all'Hellas Verona e non alla terza esclusione consecutiva dal Mondiale,