La forza viola dell’unità tra rinascita e futuro: Vanoli (per ora) blindato. Kean trascinatore azzurro: ora regali la stessa qualità a Firenze. Un vivaio d’eccellenza per sognare oltre la salvezza

La forza viola dell’unità tra rinascita e futuro: Vanoli (per ora) blindato. Kean trascinatore azzurro: ora regali la stessa qualità a Firenze. Un vivaio d’eccellenza per sognare oltre la salvezza
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Andrea Giannattasio

C’è un filo rosso che oggi attraversa l’universo viola, più forte di qualsiasi entusiasmo o timore: si chiama unità. È questa la parola d’ordine che rimbalza con insistenza dentro e fuori il centro sportivo della Fiorentina, ed è anche la chiave di lettura più autentica di un momento che, per quanto positivo nei risultati e nelle sensazioni, resta ancora delicato. Perché sì, la Fiorentina sta bene. I segnali sono evidenti e alimentati anche da ciò che accade lontano da Firenze, come le prove in Nazionale di Ndour e soprattutto di Kean, sempre più protagonista anche in maglia azzurra. Eppure, dentro il gruppo, nessuno si lascia andare a facili entusiasmi. La classifica, prima di tutto, impone prudenza: la salvezza è ancora da conquistare e ogni distrazione può costare cara. 

Ma c’è anche un altro elemento, più sottile: la consapevolezza di essere una squadra che ha trovato da poco una propria identità e che, proprio per questo, resta esposta al rischio di smarrirla al primo vento contrario. Emblematiche, in tal senso, le parole di David de Gea alla Gazzetta, che hanno fotografato senza filtri il recente passato: “Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita”. Un riferimento neanche troppo velato alle difficoltà della precedente gestione targata Stefano Pioli, soprattutto sotto il profilo mentale e fisico. È da quelle macerie che è ripartito il lavoro di Paolo Vanoli, capace di restituire energia e fiducia a un gruppo che oggi però deve dimostrare di saper reggere anche l’urto delle inevitabili difficoltà. 

Ecco allora che il messaggio di compattezza che filtra dall’ambiente viola non è retorica, ma una precisa strategia. La dirigenza si muove in questa direzione, blindando - almeno a parole - la posizione di Vanoli e smentendo contatti con altri allenatori. Un segnale chiaro, che serve prima di tutto a proteggere lo spogliatoio da rumori esterni. Ma sotto la superficie resta una verità meno scontata: il futuro del tecnico non è ancora scritto. Esiste un’opzione di rinnovo a favore del club, certo, ma ogni valutazione è rimandata. Per ora conta solo il presente, e il presente impone coesione. In questo senso va letta la (lodevole) scelta di aprire l'allenamento di questo pomeriggio al Viola Park ai tifosi: la speranza è che l'invito viola possa essere raccolto da più persone possibili.

Nel frattempo, Firenze si gode un Kean in versione trascinatore assoluto. Il gol segnato giovedì contro l’Irlanda del Nord non è stato soltanto una perla in una stagione a tinte chiaroscure, ma è stato anche un tassello storico. Con 12 reti in 25 presenze in Nazionale, l’attaccante viola ha superato Antonio Di Natale nella classifica all-time azzurra, mettendo nel mirino nomi del calibro di Andrea Pirlo, Gianni Rivera e Mario Balotelli. Non solo: ha migliorato anche il primato di Totò Schillaci, andando a segno per più partite consecutive con la maglia azzurra e con una prolificità superiore. Numeri che raccontano di un attaccante finalmente maturo e affamato. Ritrovato, soprattutto. E proprio questa fame è ciò che la Fiorentina si augura di ritrovare anche in campionato e in Conference, a partire dalla prossima sfida contro il Verona.

A chiudere il quadro, c’è poi una nota che guarda al futuro con ottimismo: il lavoro del settore giovanile. Il trionfo dell’Under-18 al Torneo di Viareggio, a 34 anni dall’ultima volta, non è un episodio isolato ma la conferma di un progetto solido. I meriti vanno al tecnico Marco Capparella, ai ragazzi, ma anche e soprattutto al responsabile del vivaio Valentino Angeloni, che continua a distinguersi per competenza e visione. I risultati parlano chiaro: Primavera e Under-17 in vetta, Under-16 in piena corsa per il primato, Under-15 stabilmente in zona playoff. Un sistema che funziona, che produce talento e che garantisce continuità a tutto il movimento viola. È da qui, forse, che passa la vera forza della Fiorentina: dalla capacità di costruire nel tempo, senza perdere di vista il presente.