FirenzeViola

Dai trionfi all'abisso di Macclesfield: l'enigma Crystal Palace sul cammino della Fiorentina

Dai trionfi all'abisso di Macclesfield: l'enigma Crystal Palace sul cammino della FiorentinaFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2025
Oggi alle 10:00Copertina
di Francesco Benvenuti

Archiviata la trasferta di Verona per la Fiorentina torna l’appuntamento con la Conference e nella fattispecie con la sfida d’andata dei quarti a Selhurst Park in programma giovedì. Il Crystal Palace, in quanto espressione della Premier League e reduce da soddisfazioni indelebili, è un avversario temibile e guidato da un tecnico in rampa di lancio come Oliver Glasner, ma dopo dodici mesi sulle montagne russe decodificare l'attuale stato di forma della squadra inglese è tutt'altro che agevole. Troppe le increspature nel percorso delle Eagles, così come memorabili sono stati gli alti ma anche i tonfi dalla coda della scorsa stagione a oggi. 

Un percorso a ostacoli Dopo aver vinto una storica FA Cup nel maggio scorso - superando in semifinale l'Aston Villa e in finale il Manchester City - la squadra di Glasner ha superato ai rigori il Liverpool nel Community Shield di agosto. In sintesi, dopo oltre 100 anni dalla fondazione, in meno di tre mesi il Palace ha conquistato i primi due trofei della propria storia. Un'anomalia evidente, e che di conseguenza ha alzato anche le aspettative e la curiosità sulla capacità della società del sud di Londra di mantenere il livello. Le premesse però hanno fatto i conti con la "retrocessione" dall'Europa League alla Conference per il caso multiproprietà con il Lione, con un mercato controverso (mal digerito in primis dal tecnico Glasner), con l’uscita di Eze ad agosto e Guehi a gennaio, e poi con una stagione di estrema discontinuità. In Premier il Palace, dopo aver aperto la stagione con 12 punti nelle prime 6, a metà percorso ha raccolto appena 3 punti in 9 gare prima di recuperare un po’ di terreno con 10 punti raccolti nelle ultime 6. Attualmente il Palace è 14esimo con 39 punti dopo 30 giornate.  Nel periodo buio della stagione (tra dicembre e gennaio) la formazione londinese ha vissuto il momento più basso del suo 2025-26: da campione in carica la squadra è stata eliminata nel terzo turno di FA Cup dal Macclesfield, club di sesta serie allenato da John Rooney, fratello di Wayne, nel più grande upset nella storia della competizione. Oltre a tutto ciò a fine stagione Oliver Glasner - già campione con l’Eintracht nell’edizione 2022 dell’Europa League e artefice delle due imprese di cui sopra del Palace - se ne andrà, pronto a spiccare il volo in contesti ancor più ambiziosi. 

Il lato positivo In un quadro così complesso non mancano però le note liete. Nella sosta appena conclusa il Crystal Palace ha offerto alle varie Nazionali maggiori ben 15 giocatori, il terzo contributo più alto tra i top-5 campionati europei dopo Manchester City e PSG: da Henderson e Wharton con l’Inghilterra e Lacroix con la Francia (autentica rivelazione della stagione delle Eagles), da Yeremi Pino con la Spagna e Kamada con il Giappone fino al Senegal di Ismaila Sarr, probabilmente il miglior giocatore del 2025-26 del Crystal Palace con i suoi 15 gol in stagione, solo per citarne alcuni. Il valore dei singoli, e quindi del collettivo, è di spessore, anche se il campo non sempre ha dato risposte coerenti. Glasner ha inoltre da poco ritrovato Mateta, attaccante francese già nel giro della Nazionale di Deschamps out per otto partite per un problema al ginocchio, e può ora contare su una profondità di rosa non indifferente, per chiudere il proprio biennio nel migliore dei modi e ritrovare un po’ di equilibrio dopo le emozioni vibranti vissute. 

Un'anomalia tira l'altra Il Palace ha nel 3-4-2-1 il sistema di riferimento: il gioco delle Eagles non è certo entusiasmante (in Premier sono ultimi per precisione passaggi generale e precisione passaggi nell'ultimo terzo di campo) e molto focalizzato sulle corsie laterali e l'inventiva dei singoli trequartisti, ma la fase difensiva è solitamente aggressiva ed efficace, con difensori bravi e rocciosi sull'uomo. Il Crystal Palace arriverà alla partita con la Fiorentina in una situazione inconsueta anche a livello di calendario, con l’ultima partita ufficiale giocata il 19 marzo, proprio il ritorno degli ottavi di Conference contro l’Aek Larnaca. Il rinvio della gara di Premier League contro il Manchester City impegnato nella finale di Coppa Lega, e poi il weekend pasquale dedicato alla FA Cup, hanno creato questa atipicità nel percorso di avvicinamento al match di giovedì di Selhurst Park. Un quadro particolare, sì, e proprio per questo per assurdo coerente con i saliscendi vissuti dal Crystal Palace negli ultimi dodici mesi.