Viery-Dragusin, la prima coppia di Grosso. Ma la difesa viola è ancora tutta da scrivere
Serviva un primo indizio e Fabio Grosso lo ha fornito già alla prima uscita stagionale. Nell'allenamento congiunto di ieri contro la Primavera, il tecnico viola ha scelto di affidare il reparto arretrato alla coppia composta da Viery e Dragusin, lasciando per la seconda parte della sfida il tandem formato da Comuzzo e Ranieri. Una decisione che, pur arrivando appena al 20 luglio e dunque in una fase in cui ogni gerarchia è ancora ampiamente modificabile, rappresenta comunque il primo vero "battesimo" della difesa della nuova Fiorentina. All'appello manca ancora Pongracic, atteso nei prossimi giorni al Viola Park dopo le vacanze post-Mondiale e con possibilità di aggregarsi in tempo per la tournée inglese, ma intanto il primo esperimento di Grosso ha già delineato una traccia da seguire.
Un test fisico e di intesa
La scelta dell'allenatore non è stata casuale. Da una parte c'era infatti l'esigenza di valutare le condizioni atletiche di Dragusin, impegnato nella sua prima preparazione estiva dopo il lungo stop causato dalla rottura del legamento crociato. Dall'altra la necessità di verificare l'inserimento di Viery, chiamato ad adattarsi in tempi rapidi a una realtà completamente diversa rispetto a quella lasciata in Brasile. Ma il focus principale era soprattutto sull'intesa tra i due, destinati sulla carta a rappresentare una delle possibili coppie titolari della stagione. Contro un'avversaria inevitabilmente inferiore sul piano dell'esperienza, le risposte sono state confortanti: discreti automatismi (la comunicazione tra i due è stata costante) e una sensazione di solidità che Grosso cercava fin dai primi giorni di ritiro. Nulla di definitivo, sia chiaro, ma abbastanza per lasciare una prima impressione positiva.
Pongracic in arrivo, Comuzzo osserva il mercato
Il messaggio, inevitabilmente, è arrivato anche agli altri interpreti del reparto. Ranieri, Comuzzo e lo stesso Pongracic, una volta rientrato, sanno che nessuno avrà il posto garantito e che le due maglie da titolare saranno assegnate solo in base alle prestazioni. La situazione più delicata resta quella del classe 2005, finito nel mirino di diversi club di Serie A. Dopo l'interesse manifestato dalla Lazio, nelle ultime ore si è mosso anche il Sassuolo di Aquilani, l'allenatore che ai tempi della Primavera ne intuì per primo il potenziale, lanciandolo sotto età e accompagnandolo fino alle porte della prima squadra. La Fiorentina, però, continua a fare muro davanti all'ipotesi di una cessione definitiva: l'unica formula presa in considerazione resta quella del prestito, segno che il club continua a credere nel futuro del proprio difensore nonostante una concorrenza destinata ad aumentare.
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