Dalle critiche alla grande crescita. Comuzzo è rinato e per la società è incedibile
Cadere e poi rialzarsi, il calcio del resto è una metafora di vita. Il Corriere Fiorentino disegna così gli ultimi giorni vissuti da Pietro Comuzzo, in grande crescita rispetto alla prima parte di stagione ma aspramente critica per il fallo da rigore commesso ingenuamente su Zaccagni negli ultimi minuti del match con la Lazio. Prima di segnare ieri, però, il gol che poteva valere il successo contro il Milan. Il 2025 per Comuzzo si era concluso in crescita e ora il difensore viola insegue la continuità e la tranquillità, due componenti che - non solo per propri demeriti, aggiunge il quotidiano fiorentino - spesso gli sono mancate. Il campionato sta ora iniziando ad assumere contorni più lineari per il difensore friulano, e parte del merito va indubbiamente a Vanoli e alle sue scelte: le gerarchie difensive sono state rivoluzionate e hanno direttamente colpito in positivo anche lui.
I margini di miglioramento ad ogni modo non mancano. Comuzzo è chiamato a salire in termini di costanza insieme a tutto il collettivo, visti e considerati i 31 gol subiti, sette dei quali dall’85’ in poi, compreso quello di Nkunku, bravo a fare il movimento alle spalle dello stesso Comuzzo e ad approfittare del cattivo posizionamento di Dodò. Adesso però è di nuovo al centro della difesa viola e la musica è cambiata anche da parte della società: la Fiorentina - scrive il Corriere - lo considera incedibile e vuole ripartire da lui. E per Comuzzo la maglia viola è ormai diventata una seconda pelle.
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