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Vanoli in conferenza: "Oulai è un piccolo Kante. Goncalves sa giocare a calcio, ha cambiato i ritmi"

Vanoli in conferenza: "Oulai è un piccolo Kante. Goncalves sa giocare a calcio, ha cambiato i ritmi"FirenzeViola.it
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Ieri alle 23:57Primo Piano
di Redazione FV
fonte Niccolò Santi

Il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha parlato in conferenza stampa nel post partita della sfida vinta contro il Pisa in Coppa Italia. Queste le sue parole: 

Sulla vittoria e il passaggio del turno in Coppa Italia dopo la vittoria a Venezia: "L'ultimo periodo per me è Venezia. Non guardo indietro, guardo avanti. Da Venezia è iniziato un nuovo capitolo, non voglio guardare indietro il passato e guardiamo avanti. Brava la squadra perché ha dato continuità in quello che noi vogliamo diventare, una squadra che si aiuta uno con l'altro, una squadra che ha talento però come ho detto io il talento è fine a se stesso se non lo mette al servizio del compagno. Penso che stasera c'è stata ancora la continuità in questo però c'è anche tantissimo da lavorare ma è bello dire c'è tanto da lavorare perché vuol dire che questi ragazzi hanno potenzialità importanti".

Le chiedo che giocatore è Oulai? Come lo vede? Se può fare solo il centrale o può fare anche la mezzala? Che tipo di caratteristiche ha?: "Quello che ho sempre detto, quello che avevo visto anche prima che arrivasse qua, per me è un piccolo Kante, Io ho allenato Kante e sotto certi punti di vista, vedo molto queste similitudini. Il problema è che Kanté ragionava un po' di più a volte. È bello però vedere questo entusiasmo. A volte lo devi frenare, a volte devi imparare a prendere energie, però è un giocatore che ha grossi margini di miglioramento. D'altronde ha conquistato anche la sua nazionale, è giovane. A Venezia il migliore in campo era Fagioli, quindi ho due grandi centrocampisti che hanno preso due MVP".

Mi sembra che tu ci stia molto comodo in questa Fiorentina, mi sembra proprio l'abiso su misura per te. È un'impressione oppure no? "Ripeto, non si può confrontare questa squadra con quella dell'anno scorso, l'anno scorso era stato costruito in un'altra maniera, c'erano dei problemi, io l'ho sempre detto, forse ho fatto fatica anche voi, giustamente capisco, la mia intenzione era sicuramente arrivare velocemente all'obiettivo però nonostante questo i punti del girone di ritorno, come ho detto prima di andare via, non ci sono stati dati, quindi questo era importante, però questa è tutta un'altra squadra. Un'altra squadra giovane, vogliosa, una spugna in quello che tu gli dici, ha voglia e io penso che anche stasera la gente se ne sia accorta. Poi non dobbiamo, perché so come è Firenze, non dobbiamo esaltarci bisogna avere equilibrio e questa squadra ha tanto da lavorare però è giusto perché al giovane bisogna dargli bastone e carota, perché voglio che arrivi al campo con l'allegria del giovane e iop stasera sono contento perché è la prima volta che non prendiamo gol e da difensore ci tengo. È bello insomma è bello c'è tanta strada la strada è lunga è un processo è un processo io penso che sono d'accordo con le parole che ha detto il direttore a volte è meglio arrivare un anno decimi, undici, dodicesimi per dopo fare qualche cosa di importante. Sono a casa perché credo in questa squadra":

Oulai e Fagioli possono giocare insieme? E sulla scelta dei difensorei centrali cosa cambia se gioca un destro nel centro-sinistra? "Allora io penso che nella difesa a quattro io penso che sono più importanti i terzini. Oggi come oggi secondo me nella costruzione i terzini diventano importanti perché devono sapere giocare dentro al campo, devono sapere capire i tempi, quindi per me i terzini sono più importanti nel gioco. Marin penso che nelle sue qualità abbia anche questo, che non abbia differenze di giocare a destra o a sinistra perché tecnicamente è anche una persona qualitativa, ecco magari Dragusin è più difficilmente potrà giocare a sinistra. Come Viery l'ha dimostrato quando è entrato, sicuramente ha anche una prospettiva futura importante da difensore centrale però lui ha fatto tante volte il terzino e io penso che a Venezia mi serviva un pochettino di equilibrio perché dopo tanti giocatori di qualità li puoi tenere in campo quando diventi squadra e quando tieni un po' più la palla e questo ci dovremmo arrivare in prospettiva futura. Io su Fagioli e Oulai sono dell'idea che nel calcio moderno si possa fare tutto, cioè il problema è trovare un equilibrio e dare una disponibilità poi io penso che adesso dobbiamo andare coi piedi per terra potrebbero giocare insieme potrebbero no, non è importante quello adesso adesso è importante mettere una base, chi gioca deve fare bene, chi entra deve fare bene. Bisogna mettersi a disposizione della squadra, questo è quello che io voglio e continuerà, dopo le qualità usciranno e per diventare forti ci vuole competizione".

A proposito di paragoni, Pellegrino a chi lo associerebbe? Intanto gli devo tirare le orecchie perché in conferenza aveva prenotato che pagava la grigliata ma non hovisto ancora niente, quindi sembra una squadra un pochettino tirchia (ride ndr.). Pellegrino ha potenzialità, è un giocatore diverso da Beto, cioè Beto gli piace di più attaccare la profondità anche se adesso deve migliorare un pochettino la frequenza dei passi, però sono due giocatori che con diverse caratteristiche uno più d'appoggio di fisico che ti fa uscire invece Beto ha anche la qualità di attaccare la profondità lunga e quindi questa è una bella scelta su due giocatori veramente importanti".

Sulla scelta di passare al  4-2-3-1 in un momento di vantaggio? "Ora vedete, a volte è anche bello parlare perché a volte uno interpreta purtroppo l'analisi tattica come vuole. È normale che ho degli interpreti a metà campo dove posso anche variare. Secondo me questa squadra, ripeto, per dare un po' più di solidità davanti alla difesa rispetto all'anno scorso deve giocare un po' più col doppio play. Anche perché secondo me in questo momento Atta e Pedro mi servono più qualitativi lì in mezzo dentro il campo perché Pedro viene dallo Sporting e lui nasce da centrocampista poi è stato spostato un po' più avanti quindi sai come dico io in fascia mi serve uno come Gnonto che fa anche il lavoro sporco. Pedro lo metto dentro perché per me è un giocatore che capisce lo spazio, è tecnicamente forte, l'abbiamo visto anche sul gol. In questo momento, forse per quello che ha passato quest'estate, mi manca un po' di condizione e sto cercando di centennellarlo per portarlo alla sosta per dopo fargli un bel lavoro. Quando è entrato lui ci ha cambiato il ritmo, quando è entrato lui dietro le linee ha dato quei tempi di giocatore che sa giocare a calcio, non lo scopro io".