Harrison: "I tifosi viola mi incitano ovunque. Col Leeds abbiamo già battuto il Palace: ecco come"

Harrison: "I tifosi viola mi incitano ovunque. Col Leeds abbiamo già battuto il Palace: ecco come"FirenzeViola.it
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di Redazione FV

Intervistato pochi giorni fa a FourFourTwo, Jack Harrison, esterno inglese approdato alla Fiorentina nel mese di gennaio in prestito con diritto di riscatto dal Leeds, ha raccontato i suoi primi mesi vissuti nella città di Firenze: "Quando sono fuori a volte i tifosi mi riconoscono e mi urlano incitamenti, è una piacevole energia. Mi ricorda un po' New York, per la passione che ha la gente per la propria realtà e per il modo in cui cantano nel loro stadio. Davvero speciale vedere le bandiere e le coreografie".

Sul suo arrivo alla Fiorentina: "Mi sono adattato rapidamente, da quando sono un ragazzo ho sempre amato viaggiare ed esplorare. Mi piace pensare di poter andare in qualsiasi ambiente o ambito e trovare la via per riuscire a fare ciò che voglio. Anche se l'Inghilterra ovviamente è casa, lì ho la mia famiglia e ci sono tutti i pezzi della mia storia. Ho anche un forte rapporto con gli Stati Uniti, molti dei miei amici stanno là e quando riesco mi piace tornarci per gli allenamenti estivi, così da rivederli".

Successivamente Harrison ha voluto sottolineare la bellezza di Firenze e dell'Italia: "Conosco un sacco di gente che rimane in Inghilterra per una vita intera, magari si fa una settimana di vacanza a Tenerife, in Spagna. Io invece amo viaggiare ed ero aperto all'idea di venire in Italia: è stato già tutto fantastico, dal clima al cibo fino al fatto che quasi tutti sono in ritardo di un quarto d'ora per fare qualsiasi cosa! Molto più godereccia dell'Inghilterra. Prima non ero mai stato in Italia, se non per un viaggio a Milano con l'accademia del Manchester United. Firenze è una città meravigliosa".

Harrison ha vissuto, tra l'altro poco dopo il suo arrivo, anche i giorni della morte del presidente Rocco Commisso: "Purtroppo abbiamo avuto l'occasione di entrare in Duomo per via della sua scomparsa e del funerale. Dentro è incredibile".

Sulle difficoltà data dalla lingua: "Sto migliorando il mio italiano giorno dopo giorno, la Fiorentina mi aiuta con le traduzioni ma voglio immergermi al meglio culturalmente. Per me è come rispettare il posto in cui vai, fosse anche solo dover imparare qualche frase semplice".

Un commento sul suo passato al Leeds United: "Mi manca l'atmosfera di Elland Road, è speciale. Ne parlavo anche con De Gea e pure lui dice che giocare in quello stadio è qualcosa di incredibile. Ci sono tifosi veramente appassionati, con quell'energia ti danno veramente un boost".

Lì ha stretto un bel legame con l'allenatore Marcelo Bielsa, oggi ct dell'Uruguay: "L'ho visto veramente bene, in un video su Instagram. Con lui ho vissuto le migliori performance della mia carriera. Quando sono arrivato ero giovane e all'inizio è stato uno shock, perché Marcelo chiedeva tanto sui dettagli legati al gioco".

Poi, però, è arrivato l'addio al Leeds e il successivo passaggio alla Fiorentina: "L'inizio di stagione è stato difficile, per un periodo così lungo non mi era mai capitato di non giocare. Venire alla Fiorentina è stato molto positivo, ho trovato minutaggio e sto giocando la Conference League, una specie di assaggio di cosa è la Champions".

Harrison ha poi voluto presentare la sfida che giocherà domani contro gli inglesi del Crystal Palace: "Non vedo l'ora di tornare in Inghilterra e poter giocare in un bello stadio come Selhurst Park. Se facciamo le cose per bene, possiamo provare a colpirli come abbiamo fatto con il Leeds a dicembre (quando i Bianchi si sono imposti 4-1, ndr), perché abbiamo tanta qualità".

E ancora, Harrison riflette in generale sul suo presente alla Fiorentina: "Qui ci sono un sacco di cose positive, il Viola Park ha davvero tutto ciò di cui hai bisogno. Un po' come i centri di Manchester City e Tottenham, è una gioia viverlo. E il giorno prima della partita facciamo il ritiro: nello stile italiano si spende molto tempo lì, insieme, nelle camere d'albergo. Questo di solito in Inghilterra porta a delle lamentele, per me invece è un piacere. C'è la spa, con questo clima puoi berti un ottimo caffè all'aria aperta. E i campi sono perfetti".

Un'opinione sul terzo Mondiale di fila mancato dall'Italia del suo compagno di squadra, Moise Kean: "Una sorpresa, tutti avevano aspettative elevate, lo stesso Kean era trattato come un'icona e non solo dai tifosi della Fiorentina, ma anche da tutti quelli delle altre squadre. C'era tanta pressione sugli Azzurri".

Infine, un pensiero sul futuro dell'esterno inglese: "Venendo qui ho aperto la mia mente a molteplici possibilità. L'importante è riuscire ad adattarsi a tutto e cercare sempre la felicità. Questa è la mia chiave, per poter giocare al meglio. Molti giocatori si avvicinano ai 30 anni e pensano di stare invecchiando, ma io guardo a Modric e ai suoi 40 anni: è incredibile. E chissà cosa potrebbe succedere a me, nei prossimi dieci anni? Io comunque darò tutto".