Arthur Atta si racconta: "Mi prendo volentieri le pressioni per i soldi spesi dalla Fiorentina"

Arthur Atta si racconta: "Mi prendo volentieri le pressioni per i soldi spesi dalla Fiorentina"FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 08:13Primo Piano
di Redazione FV

Arthur Atta si racconta. Lo fa al Corriere dello Sport, in un'intervista concessa pochi giorni dopo il suo arrivo alla Fiorentina. E' il colpo dell'estate, che conosciamo meglio attraverso questo estratto: «Il pallone è entrato subito nella mia vita, e quanta pazienza ha avuto mia mamma con me e con mia sorella, ma lei riusciva a risolvere tutto con la sua calma e la sua tranquillità, due caratteristiche del carattere che poi mi ha trasmesso. Mentre mio padre (originario del Benin, ndc) è stato il valore aggiunto per me: mi ha aiutato quand’ero ragazzo che cominciavo e non conoscevo certe cose, lui invece sì per essere stato a sua volta un calciatore e quelle cose me le spiegava, me le faceva capire, senza mai mettermi pressione e sempre con un modo di fare positivo. La stessa positività di mia madre. Non posso che ringraziarli». 

Adesso Firenze: perché la Fiorentina che viene da una salvezza soffertissima e non farà le Coppe europee? 
«Perché ho parlato con Paratici e Grosso e mi sono piaciute tantissimo le loro idee sulla gestione del club, sul metodo di voler costruire la squadra , sul gioco da farle fare. Non ho avuto dubbi sulla decisione da prendere: non mi sono lasciato influenzare da sensazioni o fattori esterni e ho sentito subito che sarebbe stata quella giusta». 
 
Pure responsabilità per i venticinque milioni spesi per portarla via da Udine? 
«Certamente, ma me la prendo volentieri. Qui al Viola Park abbiamo tutto quello che ci serve, non abbiamo alcun alibi. Ci stiamo allenando di continuo, quindi non sono ancora riuscito a vederlo tutto anche perché è enorme, però da quello che ho visto penso sia qualcosa di straordinario. È una struttura unica e, quando parlavo del modo di gestire un club, ritengo sia davvero un’opportunità incredibile concessa anche a tutti i ragazzi e le ragazze del settore giovanile per poter crescere al meglio».