VENDERE MA NON SVENDERE

25.08.2011 15:45 di  Paolo Bocchi   vedi letture
VENDERE MA NON SVENDERE
FirenzeViola.it
© foto di Giacomo Morini

20 milioni entro gennaio. E' questa la cifra che dovrà entrare nelle casse della Fiorentina prima del termine della sessione di mercato invernale. Ad annunciarlo è stato Pantaleo Corvino, a margine della conferenza stampa di presentazione del neo acquisto viola Mattia Cassani. Appare chiaro quindi che, oltre a Riccardo Montolivo, anche uno tra Alberto Gilardino e Juan Manuel Vargas sarà destinato a lasciare la Fiorentina, sacrificato sull'altare del fairplay finanziario. Al momento però, come ha sottolineato il ds viola, di offerte soddisfacenti per i tre giocatori non ce ne sono state, e non è detto che ce ne siano nei sei giorni che mancano alla fine del mercato. Sulla questione Pantaleo Corvino è stato chiaro: sarà necessario vendere ma non svendere. Anche perchè sia Montolivo che Gilardino e Vargas sono elementi di indubbia qualità, e chi partirà dovrà farlo per offerte congrue al suo valore.

Nel caso di Montolivo però, il valore tecnico non potrà essere pari al valore economico, visto l'approssimarsi della scadenza del contratto che lo lega alla Fiorentina. I dieci milioni richiesti da Corvino per l'ex capitano viola, che in altre condizioni contrattuali sarebbero un prezzo molto favorevole, al momento appaiono invece molto difficili da ottenere. Il passare dei giorni oltretutto gioca a sfavore della Fiorentina, che, se non riuscirà a trovare acquirenti entro la fine di questa sessione di mercato, dovrà rassegnarsi a perdere il giocatore tra un anno a zero euro. La volontà della società, per bocca di Pantaleo Corvino, è quella di cedere il giocatore all'estero, ma per adesso di offerte concrete non ne sono arrivate. In Italia intanto il Milan si è cautelato con l'arrivo di Aquilani, e vista l'età media del proprio reparto mediano, continua a monitorare la situazione Montolivo, con l'obiettivo di portarlo a Milano tra un anno a costo zero. Vendere ma non svendere dunque, in un periodo in cui è molto più difficile effettuare buone operazioni in uscita piuttosto che in entrata. Un'impresa che allo stato attuale sembra estremamente complicata, quasi proibitiva.