UN ARBITRO GUASTAFESTE E UNA SERATA CHE FA SPERARE

25.08.2019 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca 2019
UN ARBITRO GUASTAFESTE E UNA SERATA CHE FA SPERARE

Solo un fattore esterno poteva rallentare la corsa della Fiorentina vista ieri contro il Napoli. Soltanto un episodio extra campo, al netto della forza dei partenopei, poteva rendere amaro l’esito finale di una sfida combattuta, equilibrata e spettacolare. Il ruolo del guastafeste, come spesso capita, è toccato all’arbitro Massa, sezione di Imperia e una concezione dei falli in area di rigore tutta da decifrare. 

Prima ancora di raccontare lo scenario intorno alla prima in Serie A della squadra di Commisso è necessario ripartire dalle decisioni dell’arbitro e di un gruppo di direttori di gara che nonostante le recenti lezioni a Coverciano ha una personalissima concezione dei rigori e dell’uso del VAR. Se il tocco di mano di Zielinski su Castrovilli, in occasione del rigore del vantaggio di Pulgar, rientra in una logica che ha un senso, almeno con le nuove regolamentazioni, sfugge il perché la simulazione di Mertens diventi il rigore del 2-1 di Insigne o la trattenuta di Hysaj un semplice episodio di gioco non meritevole di fischio. Inevitabile, come giustamente sottolineato da Montella, che l’arbitraggio abbia influito sul risultato finale. 

Il resto è la storia di una serata che la dice lunga sulla voglia di Firenze di tornare protagonista. Trascinata da un presidente che rompe ancora di più con il passato, riempiendo i corridoi dello stadio con le foto delle squadre più gloriose e ringraziando, lui per primo, chi ha concesso fiducia al club. Dopo annate spese dietro al concetto di “clienti” vedere il presidente fare il giro di campo prima del fischio d’inizio avrebbe caricato a pallettoni chiunque. Di sicuro l’effetto bolgia si è fatto sentire, anche su una formazione che Montella ha mandato in campo senza timori reverenziali. 

Chiaro, contro la qualità del Napoli qualche problema è emerso, qualche singolo ha pagato lo scotto della prima in A, ma la Fiorentina vista ieri ha impressionato per grinta, voglia e rapidità. Non fosse arrivato il pari a freddo, sul quale Dragowski non sembra esente da colpe, il Napoli probabilmente avrebbe chiuso il primo tempo in apnea piuttosto che in vantaggio per gentile concessione dell’arbitro. Anche nella ripresa, grazie alla testata di Milenkovic e al missile di Boateng, i viola sembravano avere tutto per incassare almeno un punto, ma se Insigne e Callejon hanno saputo capitalizzare al meglio le amnesie difensive ancora lo zampino di Massa ha impedito a Ribery di mandare nuovamente un compagno dal dischetto del rigore.

“Fossi stato in campo probabilmente non avrei finito la gara” ha detto Pizarro uscendo dalla tribuna stampa, gli ha fatto eco un Montella non più disposto ad accettare attacchi ingiustificati, come quelli nei confronti di Chiesa per molti considerato un semplice cascatore. Pareri molto più pesanti rispetto ai nostri, chissà che dopo le lezioni sulle nuove regole qualcuno non cominci subito a interrogarsi sulla sudditanza psicologica dei direttori di gara nei confronti delle squadre d'alta classifica.

Chiesa, dal canto suo, ieri non ha trovato la via del gol ma ha fatto impazzire Di Lorenzo, idem Sottil con Mario Rui o Castrovilli che ha impressionato in mezzo al campo. Quando la condizione generale crescerà, quando Badelj e Pulgar avranno in mano il centrocampo, quando Ribery sarà al top e quando dal mercato arriveranno i rinforzi nella testa di Pradè e Barone questa Fiorentina potrà infiammare ancora di più il pubblico tornato dodicesimo uomo in campo. Ieri il Franchi toglieva il fiato. Non sempre un arbitro guastafeste potrà metterle i bastoni tra le ruote.