SENZA FISCHI

23.11.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
SENZA FISCHI

Volendo cercare il lato positivo, esercizio mai banale, vien da tirare un sospiro di sollievo per l’assenza delle consuete giustificazioni tirate in ballo a fine partita. Prandelli già alla vigilia si era presentato con carta e penna facendo subito intendere la massima attenzione anche sul piano comunicativo, così dopo la sconfitta con il Benevento non usa scorciatoie e certifica una fragilità psicologica diventata marchio di fabbrica viola. Anche ieri al cospetto di un Benevento ordinato ma tutt’altro che propositivo la Fiorentina è apparsa un’accozzaglia di giocatori lontani dal concetto di squadra, e d’altronde le parole di Prandelli non potevano essere più chiare. “Crolliamo alla prima difficoltà” è quanto hanno fatto sapere direttore sportivo, allenatore e capitano, in un atto di autocritica certamente da apprezzare. 

Quel che deve cambiare semmai è la reazione successiva alla delusione di ieri. Perchè purtroppo ormai non è più la prima volta che il lunedì si presenta a tinte oscure per tutto il mondo Fiorentina. E a prescindere da quanto sia stato discusso il modo di fare di ambiente e stampa nei giorni della settimana fino a ridosso delle partite, fino al sabato come si sente dire, ora servirebbe concentrarsi più sui problemi interni che non su quelli esterni. E’ anche per questo che serve compattezza nel rimboccarsi le maniche tra gruppo sportivo e società. Perchè le lacune mostrate fino a ieri, oltre che fisiche, sono soprattutto mentali nonostante gli scenari di stadi vuoti dovrebbero favorire ben altre prestazioni. 

Invece, almeno a giudicare dal ritmo di gioco, pare che a questa squadra l’assenza di pubblico rilassi. In uno stadio vuoto una Fiorentina che anche ieri ha fatto vedere pochissimo si è risparmiata una scontata (e meritata) pioggia di fischi, magari dettati pure da un clima che pretendeva più cuore da parte di tutti. Che fosse una domenica diversa dalle altre (e molto più dolorosa) non c’è nemmeno bisogno di ricordarlo, altrettanto che in campo tutti si aspettassero ben altro spettacolo.

La delusione e l’amarezza messa in piazza da Prandelli per la paura che ha questa squadra di giocare a calcio dev’essere il primo ostacolo da affrontare e superare per la Fiorentina, perché di questo passo e con questo atteggiamento da noiosa la stagione rischia di diventare pericolosissima.