IACHINI ALLA LIEDHOLM: QUANDO È IN 10 LA VIOLA GIOCA MEGLIO

25.02.2020 10:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
IACHINI ALLA LIEDHOLM: QUANDO È IN 10 LA VIOLA GIOCA MEGLIO

Lo diceva Nils Liedholm, nel suo curioso slang italo-svedese: «In dieci si 'ioca' meglio». E nel lontano 1994 il Barone spiegò il perché. Ecco i capisaldi del noto paradosso di Nils: «1) Psicologia. La squadra con l'uomo in più tende a rilassarsi e a concedere spazi per il contropiede. 2) Zona. Se negli anni Sessanta un'espulsione faceva saltare il rigido sistema delle marcature a uomo, con la diffusione della zona non è più così: il campo lo si può coprire bene anche in 9 (portiere escluso). 3) Pressing e fuorigioco. È fondamentale evitare che gli avversari si scambino la palla al limite dell'area, così bisogna pressare e applicare la tattica del fuorigioco. 4) Moduli. Se il risultato è positivo, è preferibile un prudente 4-4-1. Se si è in svantaggio, meglio il 3-4-2 per essere più offensivi» (fonte: La Gazzetta dello Sport).

Ebbene la Fiorentina di Beppe Iachini sembra incarnare perfettamente quelli che sono i dettami del mitico Liedholm, allenatore mai banale che - per ciò che riguarda l’epopea di casa nostra - è passato alla storia per essere stato il tecnico ad aver fatto esordire in maglia viola il 15 ottobre 1972 il diciottenne Giancarlo Antognoni. Analizzando gli ultimi risultati, emerge infatti spontaneo  il dato di come già due delle dieci partite giocate da Pezzella e compagni con il tecnico ascolano in panchina abbiano subito uno stravolgimento del risultato nei minuti finali, quando la squadra era ridotta in dieci uomini a seguito di un’espulsione. È il caso di Fiorentina-Atalanta dello scorso 15 gennaio (gara degli ottavi di finale di Coppa Italia) e di Fiorentina-Milan di sabato sera. In entrambe le circostanze, dopo un rosso sventolato in faccia ai viola che avrebbe spezzato le reni a chiunque, la squadra è riuscita a segnare un gol, che nel primo caso ha significato vittoria e passaggio del turno (2-1 di Lirola contro la Dea dopo l’allontanamento di Pezzella) mentre nella seconda circostanza è valso il pari coi rossoneri (1-1- di Pulgar su rigore ad appena 33’ dall’uscita dal campo anzitempo di Dalbert). 

Il dato, scendendo ancor più nelle pieghe di questa statistica, assume ancora più valore se viene presa in considerazione anche la partita di due settimane fa a Marassi contro la Sampdoria, dove la Fiorentina - una volta rimasta in 10 per il rosso a Badelj - è stata in grado nella ripresa di segnare non una ma due reti, mostrando un gioco ancor più fluido della prima frazione di gioco (anche se in questo caso è doveroso sottolineare che pure gli avversari erano rimasti in inferiorità numerica). Questo particolare “risveglio” dopo un rosso è già da qualche tempo una consuetudine per Iachini, che in tempi recenti - quando allenava il Sassuolo - era già riusciti in un caso a ottenere in punto da situazione di svantaggio con addirittura due giocatori della sua squadra finiti anzitempo sotto la doccia: è il caso della sfida del 4 aprile 2018 a Verona contro il Chievo: i neroverdi sotto 1-0 per effetto della rete segnata dai veneti con Giaccherini riuscirono a fare 1-1 al 95’ nonostante i rossi ad Adjapong e Mangnanelli.