AMBIZIONI (E VALORI) DIFFERENTI

11.11.2019 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
AMBIZIONI (E VALORI) DIFFERENTI

C’è più di un fattore da considerare prima di dover necessariamente trovare un colpevole. La debacle dei viola in Sardegna ha precise motivazioni e forse la più evidente è anche la più semplice. Non tragga in inganno il recente passato del Cagliari, perché la squadra allestita in estate dal presidente Giulini ha tutte le caratteristiche per confermare quanto di buono sta già facendo vedere. Con dieci risultati utili consecutivi, di cui sette vittorie, la squadra di Maran è di gran lunga tra le più interessanti dell’intera categoria, e molto più semplice sembra avere valori diversi da quella allenata da Montella. 

Tutto questo per dire che il Cagliari di ieri aveva già nelle corde i valori per battere la Fiorentina, a cominciare da un centrocampo che si permette il lusso di lasciar fuori elementi come Castro per arrivare alla defezione pesante di Ribery in casa viola. Devastante la prova di Nainggollan, altrettanto la rapidità di scambio nello stretto che i rossoblu hanno messo in mostra unitamente a una condizione fisica a dir poco brillante. La classica giornata storta della Fiorentina ha certamente moltiplicato il divario, anche nel risultato, ma questo Cagliari è stato costruito per celebrare il centenario del club, la Fiorentina per riprendere il cammino. 

Ed è forse questa l’indicazione meno amara della giornata di Cagliari, la conferma di come il progetto viola sia appena all’inizio e di come, ancora, serva rinforzare una squadra appena nata. Non che siano giustificabili frazioni di tempo regalate con troppa leggerezza come sta avvenendo da troppe partite (Brescia, Sassuolo e Parma solo per citare le più recenti) ma certo la Fiorentina di oggi non può valere un Cagliari costato quasi 60 milioni in estate. Si può certamente pretendere un approccio migliore alle partite, e una reazione a Verona alla ripresa nonostante le assenze di Pulgar e Castrovilli (ma rientrerà Ribery) ma non si può ignorare la differenza tra chi è stato costruito per un’annata importante come il Cagliari e chi, invece, guarda più avanti nel tempo come la Fiorentina. 

L’annata di transizione più volte ribadita dal club si manifesta anche con periodi come quello che stanno i vivendo i viola: fermati in casa dal Parma e ridimensionati dal Cagliari di Simeone (bello il modo di celebrare il gol ai suoi ex compagni). Montella dovrà certamente capire perché i suoi hanno completamente sbagliato l’approccio alla sfida di ieri, ma per cullare ambizioni diverse da quelle di un’annata di ripartenza un intervento sul mercato di gennaio sembra già inevitabile (magari in mezzo al campo dove Badelj continua a faticare moltissimo)