BOJINOV, Toni il più forte che avevo a Firenze

13.05.2022 16:13 di Redazione FV Twitter:    vedi letture
Fonte: Lady Radio
BOJINOV, Toni il più forte che avevo a Firenze
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Valeri Bojinov, grande talento passato anche tra le fila viola, si è lasciato andare a diverse dichiarazioni, molte delle quali sul suo periodo in viola. Queste le sue parole sul suo passato: "Io sono sempre stato esplosivo, spesso mi arrabbiavo senza motivo. Volevo sempre avere ragione, adesso mi rendo conto che bisogna sempre rispettare il ruolo di tutti. Se tornassi indietro cambierei tante cose, aiuterei i ragazzi giovani a crescere e a non fare come me".

Cosa vuol dire "sentire la pressione" per un calciatore?
"A me sembra assurdo dire che uno sente la pressione. Se uno non la sente non va bene. A me manca l'Italia e il suo tifo. Se un giocatore non sente la pressione non può giocare a pallone. La pressione ti tiene vivo, fa sì che tu possa dare il massimo".

Su Vlahovic: "A Firenze se fai bene come ha fatto lui sei acclamato eccome. Il calcio ormai è business, la Fiorentina grazie a lui ha preso tantissimi soldi che può reinvestire nel centro sportivo o nello stadio".

Come poteva la sua prima Fiorentina lottare per la salvezza? 
"Quell'anno la squadra è stata cambiata molto, abbiamo fatto male fino all'ultima giornata, salvandoci col Brescia. Eppure eravamo tanti giocatori fortissimi, però quando si entra in un brutto anno è difficile uscirne".

Su quel Perugia-Fiorentina: "Abbiamo litigato con Prandelli perché mi provò in formazione tutta la settimana, poi c'era la voce che io potessi andare all'Inter. Quando lui non mi fece giocare io mi inca**ai. Poi mi incontrai con Della Valle e reagii come non dovevo. Io però riconosco quegli errori, sono una persona sincera".

Sul suo rapporto con Cassano: "Ho avuto modo di conoscerlo. È una persona troppo per bene, con un talento, una classe e un'eleganza sopraffina. Io chiaramente da giocatore lo guardavo, e come lui anche io avevo una testa sbagliata. Ora dobbiamo essere di esempio ai ragazzi, insegnando che non si fa come facevamo noi".

Chi nomineresti come il compagno di squadra più forte che avevi a Firenze?
"Toni. Lui in allenamento aveva la sua squadra e io la mia. Ogni settimana giocavamo contro ed era bellissimo. Lui in allenamento non segnava, poi arrivava la domenica e faceva gol sempre. Poi avevamo un gruppo meraviglioso e una squadra fortissima, con leader come Luca, Frey, Gamberini."