"SETTEGIORNIVIOLA" Da Bobo a Franco... cose buone dal mercato.

"SETTEGIORNIVIOLA" Da Bobo a Franco... cose buone dal mercato.
sabato 22 settembre 2007, 01:01LE RUBRICHE DI FV
di Stefano Borgi
fonte Stefano Borgi
Domenica toccò a Bobo, giovedì a Franco (Semioli), passando per Kuzmanovich la cui crescita è evidente (adesso aspettiamo il gol). I nuovi cominciano a farsi vedere...per la gioia di Corvino.
E' mancato solo il gol di Kuzmanovich (a proposito auguri per i 20 anni) e poi il trionfo dei "nuovi" viola sarebbe stato completo. Anzi no, manca ancora Osvaldo, ma qui dobbiamo chiedere a Prandelli. Corvino, infatti, attende trepidante che la sua scommessa diventi il nuovo idolo dei tifosi viola.
 
La campagna acquisti – Apparizione: E alla fine anche Corvino ha avuto la sua rivincita. In attesa di Osvaldo, vero e proprio tormentone del ds viola che sfida tutto e tutti sulle doti dell’argentino col nome di un pizzaiolo, in questa settimana sono arrivate buone nuove da Vieri e Semioli. Il primo, idea rivoluzionaria del “corvo”, (dobbiamo riconoscerlo, ci prese tutti di sorpresa), è esploso contro l’Atalanta realizzando il suo primo gol in maglia viola, e regalando uno streap-tease sotto la Fiesole degno di Conto Tv (sembra che nel pacchetto con l’offerta per la prossima partita europea della Fiorentina, l’emittente pisana abbia anche inserito un contratto per il Rocco Siffredi de’ noantri). Il secondo ha salvato la squadra viola contro il Groningen rimediando col suo gol ad una prestazione, come direbbero i buonisti, “condotta a fasi alterne”. Com’è strano il calcio: per Franco, senza la rete, partita da cinque in pagella; dopo il gol, su qualche quotidiano si è trovato anche qualche “sette”, a testimonianza che il voto, a scuola come su un campo di calcio, è spesso il risultato di un momento, dominato dall’umoralità di chi lo assegna. Sicuramente, a proposito di umore (e così torniamo al nostro amato, pittoresco, direttore sportivo), è in netto rialzo quello di Pantaleo Corvino del quale si narrano le gesta in Sud America, ammantate da un alone di mistero, quasi come in tempo di guerra quando, in mancanza di radio e televisione, le notizie dal fronte arrivavano via lettera oppure grazie a qualche novello “Filippide”. “Tre argentini, quattro brasiliani, un peruviano e persino un talento ecuadoregno con passaporto messicano ma di madre uruguaiana. Il padre? Mi dispiace, sconosciuto ma sembra di origini italiane cosi il ragazzo è già comunitario”. In questi giorni sui quotidiani si è fatto a gara a chi la sparava più grossa, e nel frattempo il mercato estivo viola comincia ad alzare la voce. La sublimazione poi, arriverà quando Osvaldo non sarà più solamente il nome di una nota trattoria sulla strada per Settignano, bensì colui che avrà finalmente gonfiato la rete avversaria.
 
Il diario di Bobo – “Da bruco a farfalla”: Spesso è stata una rubrica a parte ma tutto passa ed ogni cosa a suo tempo. Questa però è stata la settimana della consacrazione di Christian: dapprima il gol contro l’Atalanta, poi la sua prima maglia da titolare contro il Groningen in coppa Uefa. Ecco, fermiamoci qui (del resto gli vogliamo bene, la prossima in Europa sarà certamente migliore), facciamo un piccolo passo indietro fino a domenica e scopriamo la trasformazione e il mutamento di un ex – gloria nazionale.
 
- In scienza si chiama “ciclo vitale” e si compone di quattro fasi, dal bruco (e ancor prima dall’uovo) fino alla nascita dell’insetto, in questo caso una splendida farfalla, passando attraverso l’esplosione della crisalide. Questo è successo a Christian Vieri, mentre correva sotto la curva Fiesole, un’esplosione di gioia irrefrenabile che cancella dubbi e paure maturate in questi due mesi trascorsi alla Fiorentina. Arrivato a Castelrotto poco più di un’ipotesi di giocatore, appesantito e reduce da stagioni difficili (attenzione però, trasparì subito la grandissima voglia di riemergere), si presenta adesso dimagrito, cattivo al punto giusto e rigenerato nel fisico grazie (sono parole sue) a “due mesi di preparazione intensa”. Da questa modesta tribuna, spesso non sono mancate le frasi ironiche per Bobo che facevano da cornice ad un ritratto a volte dissacrante altre romanzesco di un (ex?) fuoriclasse. Abbiamo però, sempre contrappuntato il nostro sarcasmo con parole di speranza ed incitamento per un ragazzo di 34 anni che, parole di Corvino, era stato ingaggiato per fare da “chioccia” al giovane talento Giampaolo Pazzini.
 
E da qui comincia un’altra favola per Bobo Vieri che contro l’Atalanta si è librato su quel pallone come la splendida farfalla di cui sopra, ma ancor di più con la regalità di un’aquila e con la rapacità di un falco. Sono paragoni che ci consegnano un Christian ritrovato, sapientemente innescato da Liverani e che dopo il gol ha fatto bella mostra di se e dei propri tatuaggi togliendosi la maglia, e raccogliendo l’ovazione dei suoi nuovi tifosi. Altro che chioccia, siamo di fronte ad un gallo dalla cresta alta e fluente che coglie così l’occasione giusta per cantargliene quattro a chi la aveva dato per finito. Queste le metamorfosi ed i mutamenti di Vieri (a proposito, quella viola è la 12° maglia indossata) che sigla il 135esimo gol di una carriera che nell’immaginario ha appena battuto il calcio d’inizio dei tempi supplementari. Poi, eventualmente, ci sono i calci di rigore. La partita per Bobo, non è ancora terminata.
 
STEFANO BORGI