WEISS A FV, L'ALBERO DI MOENA A FIRENZE RAFFORZA L'AMICIZIA. IL RITIRO 2021 ULTIMO PER ME

01.12.2020 20:00 di Luciana Magistrato   Vedi letture
WEISS A FV, L'ALBERO DI MOENA A FIRENZE RAFFORZA L'AMICIZIA. IL RITIRO 2021 ULTIMO PER ME
FirenzeViola.it
© foto di Giacomo Morini

L'albero di Natale di Firenze, da ieri in piazza Duomo, ricorda e rinnova l'amicizia con Moena e la Val di Fassa. Ieri infatti dalla cittadina trentina sono arrivati due alberi a Firenze, uno per il Comune, per il secondo anno consecutivo, e uno per la Fondazione Andrea Bocelli. E da Moena il direttore dell'Apt Andrea Weiss spiega in esclusiva a Firenzeviola quanto questo regalo dimostri e rafforzi l'amicizia tra le due città: "La collaborazione per l'albero nasce grazie all'idea del sindaco Nardella che viene sempre a passare le sue vacanze in Val di Fassa e naturalmente al ritiro della Fiorentina che dura ormai da tanti anni. L'albero, che viene dal passo San Pellegrino, rappresenta bene i legami che esistono tra Val di Fassa e Firenze ed è un peccato che non possa essere acceso nel solito clima di festa, perché dobbiamo pensare a contenere l'emergenza sanitaria, ma rappresenta comunque la speranza di rinascita e la nostra vicinanza alla vostra città".

In questo momento anche la Val di Fassa sta soffrendo per l'epidemia soprattutto se, come sembra, non dovessero essere aperti gli impianti: "Sul piano economico è un momento delicato anche per noi. Diciamo che quest'estate ha sofferto più Firenze per il turismo, ora tocca a noi anche perché nel periodo medio-lungo non potremo contare sul turismo estero che per noi era molto importante e, se come sembra gli impianti saranno chiusi e verrà vietata la mobilità tra regioni per le feste natalizie, saremmo molto colpiti economicamente. Sarebbero a rischio molti posti di lavoro e soprattutto senza la settimana tra Natale e Capodanno, quando abbiamo sempre il tutto esaurito, viene meno il 30/40 per cento circa del fatturato della stagione invernale. Anche se sembra già deciso, noi stiamo spingendo tramite la Regione e la Provincia Alpina perché già questa estate abbiamo applicato dei protocolli per salvaguardare la salute dei turisti, con molta attenzione alle distanze e alle regole, come quella degli impianti a capienza ridotta. Code? Si creano proprio per quello e per il distanziamento rispettato e sono comunque all'aperto".

A quando dunque l'appuntamento ai tifosi viola, che sceglievano Moena per sciare? "Noi speriamo innanzi tutto che la pandemia allenti la presa, perché la salute è al primo posto, e che già a febbraio si possa tornare alla normalità perciò speriamo di averli in quei mesi, fino a Pasqua e poi eventualmente in estate per il ritiro".

Come sono i rapporti con la Fiorentina? "In questo periodo non ci stiamo sentendo perché il momento è strano anche per il calcio. Siamo però contenti della visibilità che abbiamo con la cartellonistica e la pubblicità durante le partite. L'estate scorsa, quando è saltato il ritiro 2020 abbiamo deciso di invertire le cose: prima la campagna pubblicitaria contenuta nel contratto poi il ritiro. Speriamo in quell'occasione di poter valutare di proseguire ancora la nostra collaborazione anche se per il futuro non spetterà più a me decidere visto che il 2 luglio compio 62 anni e lascio dunque il mio lavoro di direttore dell'Apt. Sono felice di poterlo chiudere con la Fiorentina. Il mio primo ritiro, anche se non ero ancora direttore, fu con il Torino di Mondonico e dopo 30 anni di grande impegno ho deciso che la mia Val di Fassa voglio godermela nel mio tempo libero".

Da (ormai) tifoso viola, è deluso da questa Fiorentina? "Non mi aspettavo questa situazione. Per l'entusiasmo e le risorse economiche che ci ha messo la nuova proprietà mi aspettavo, come penso anche il presidente, dei grandi risultati e ce li auguriamo anche a Moena, al di là della compartecipazione che abbiamo. Si era creata una grande empatia tra tifoseria e Commisso al suo arrivo, sarebbe un peccato se venisse sciupata magari da una costruzione sbagliata della squadra che mi sembra spenta e che manchi di carattere nonostante il cambio di allenatore. Ma sono sicuro che Prandelli saprà fare bene e riaggiustare le cose, sono fiducioso insomma. Anzi non mi dispiacerebbe rivedere il tecnico in ritiro, qui è già stato con il Lecce tantissimi anni fa"