PASQUAL A FV, Con Rialti intervista più bella. AIC...

06.04.2020 21:00 di Luciana Magistrato   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
PASQUAL A FV, Con Rialti intervista più bella. AIC...

L'ex capitano della Fiorentina Manuel Pasqual ricorda Alessandro Rialti, scomparso ieri, come il giornalista con cui ha fatto una delle interviste più belle ma con il quale spesso aveva una visione diversa delle partite. Il giocatore racconta infatti in esclusiva a Firenzeviola: "Ci accomunava la passione per l'arte e per questo mi chiamò per propormi un'intervista per il suo giornale diversa dal solito, per location: non allo stadio o in sala stampa ma a Santa Croce dove c'era una statua di Mimmo Paladino. Era la prima era Montella, c'era la rinascita viola in atto, le domande vertevano su quello ovviamente e la situazione fu molto piacevole. Non parlammo solo di calcio perché, anche fuori dai microfoni, ci fermammo a parlare di Santa Croce, delle opere di Paladino, di arte in generale poi mi fece firmare la statua con il pennarello che si era portato... insomma siamo stati un bel pezzo a chiacchierare e ricorderò sempre con piacere quella giornata. Sul lavoro non sempre vedevamo le cose nello stesso modo, come può accadere tra giornalisti e giocatori, il calcio d'altronde non è matematica e spesso c'era scontro ma a volte alla fine ci davamo anche ragione a vicenda. Inoltre quando arrivai a Firenze capii subito che era il giornalista più importante, spesso burbero nelle domande ma l'ho sempre apprezzato".

Lei fa parte dell'Aic, cosa pensa della proposta della Lega di A sul taglio degli stipendi? "I giocatori faranno la loro parte ma non accettiamo che sia frutto di una decisione unilaterale e non in accordo con l'Aic. Molti giocatori d'altronde hanno dovuto allenarsi fino a metà marzo ed anche ora sono a disposizione. Devono essere fatti accordi in base alle categorie, togliere una percentuale non va bene per tutte le categorie e per tutti gli stipendi, servono accordi di buon senso. Fermo restando che c'è la volontà di dare un contributo perché le società di calcio, come tutte le aziende in questo momento, soffrono ma per tanti motivi e non solo per gli ingaggi dei giocatori, alcuni dei quali non prendono certo quanto un big".