MONELLI A FV, VORREI LE DUE PUNTE. L'ESORDIO DI BAGGIO...

21.09.2017 13:30 di Dimitri Conti Twitter:   articolo letto 4383 volte
MONELLI A FV, VORREI LE DUE PUNTE. L'ESORDIO DI BAGGIO...

L'attacco viola è rimasto a secco ieri contro la Juventus, nonostante una prova tutto sommato solida nel complesso. FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva Paolo Monelli, ex attaccante della Fiorentina negli anni '80, che condivise anche lo spogliatoio con Roberto Baggio, del quale ricorre oggi il trentunesimo anno dall'esordio in Serie A con la maglia viola indosso.

Che ne pensa di questo nuovo attacco viola? In particolare di Simeone...
"La Fiorentina non ha creato grandi occasioni, ieri, come del resto però anche la Juve. Simeone mi piace. È un giocatore giovane, che ha grinta e voglia ed in particolare è bravo nel gioco di testa. Anche ieri sera ha avuto un'occasione. Credo che ad ora però sia troppo solo là davanti: anche con l'Inter, gara che vidi dal vivo a Milano, è stato come ieri sera".

Proprio per questo, secondo lei, non è possibile pensare ad un attacco a due punte? Magari rispolverando anche Babacar, messo in ghiaccio in questo inizio...
"Per farlo Pioli dovrebbe cambiare la disposizione tattica dei suoi: io comunque giocherei sempre e comunque a due punte. Da allenatore vorrei sempre avere due attaccanti forti di testa in area di rigore per sfruttare i cross".

Su Thereau invece che dice?
"Anche a 34 anni resta un buon giocatore. Ieri sera l'ho visto provarci: ha creato diverse belle azioni. Fisicamente lo vedo ancora in ottima condizione, anche se mi piacerebbe vederlo più accentrato, e più vicino alla prima punta Simeone".

Dove può arrivare questa Fiorentina alla fine della stagione?
"Ad ora penso ci siano almeno cinque o sei squadre più attrezzate, ma credo che possa finire in una posizione tra il quinto e l'ottavo posto".

Una parola sull'esordio di Baggio in A, proprio trentuno anni fa, che lei ebbe la fortuna di osservare davvero da vicino.
"Purtroppo con lui ho fatto un anno solo, ed era ancora giovanissimo, oltre che vittima di un brutto infortunio. Si vedevano già qualità al di sopra degli altri. Poteva vincere di più in carriera, l'avrebbe meritato. L'ho rivisto anche un paio di anni fa e ho avuto il grande piacere di salutarlo e parlarci".