MARTORELLI A FV, Vergine? Un addio pesante

27.12.2019 18:45 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
MARTORELLI A FV, Vergine? Un addio pesante

Con il comunicato di oggi la Fiorentina ha ufficialmente salutato Vincenzo Vergine. Il supervisore ed attuale responsabile del settore giovanile del club lavorava per i colori viola dalla stagione 2006/2007 ed è stato protagonista con questa società. La nostra redazione ha contattato, in esclusiva, per saperne di più, Giocondo Martorelli, procuratore che più volte ha avuto l'occasione di lavorare con lui.

Che cosa perde la Fiorentina con l'addio di Vergine?
"Una figura importantissima per quello che ha rappresentato per il club. Una persona davvero di grande competenza... Lui è stato un dirigente del settore giovanile quando questo era senza un minimo di base, l’ha preso nel momento in cui c’era abbastanza difficoltà. In questi anni ha prodotto calciatori importanti per la prima squadra, ma anche per permettere alla Fiorentina di fare plusvalenze. Mi riferisco ai vari Bernardeschi ed altri calciatori che hanno creato vantaggi non solo tencici, ma anche economici. Altri sono arrivati alla prima squadra attraverso il settore giovanile come ad esempio Sottil, Chiesa, calciatori importantissimi che ora sono il fiore all’occhiello. Oltre ad aver vinto la Coppa Italia con la Primavera, ha disputato due finali di campionato, una del Torneo di Viareggio... Un grande professionista che ha dato un'impronta importante. Va ricordato anche per quello che ha fatto con il calcio femminile: è lui l'artefice di una squadra di assoluto livello".

Qual era l'importanza che rivestiva il suo ruolo?
"Io penso che sia un ruolo fondamentale ed importantissimo. Oggi una società di calcio importante non può esimersi dall'avere un settore giovanile di livello con giocatori che potranno rappresentare, un giorno, lo zoccolo duro della prima squadra. A prescindere dai vantaggi economici, i settori giovanili devono rappresentare il futuro. Sono pochissime società che lo curano in Italia sia a livello tencico, ma anche a livello di strutture. Infatti se c’è una mancanza alla Fiorentina è proprio questa: negli ultimi anni non ci sono stati investimenti nelle infrastrutture e nelle strutture. Tanto è vero che Commisso ha subito posto l'obiettivo di fare un nuovo centro sportivo. I risultati ottenuti perciò andrebbero moltiplicati. La gente si deve rendere conto dove si allenano i ragazzi".

Quali sono stati i suoi più grandi talenti scoperti?
"I più rappresentativi sicuramente Bernardeschi e Chiesa. Tanti ragazzi però sono venuti dall’estero come lo stesso Vlahovic e sono passati attraverso la Primavera. Bisogna certamente sottolineare come il serbo sia un'operazione prima di tutto di Corvino, ma tanti ragazzi oggi giocano in delle situazioni in categorie anche inferiori che hanno permesso di creare dei vantaggi alla società per fare mercato".

Quali invece le pecche più significative?
"Sento spesso parlare di Mancini e Zaniolo. Sotto l’aspetto di Mancini so che ci sono stati problemi legali con il Perugia, ma non li conosco quindi non posso giudicare. Su Zaniolo invece conosco benissimo la realtà visto che ha giocato sei anni insieme a mio figlio. L’anno che avrebbero avuto la possibilità di essere inseriti nella rosa della Primavera, Zaniolo era alto 1,70 m ed era il più piccolo di tutti. Non si sapeva dove potesse arrivare. Negli ultimi due anni poi ha messo 20 cm e 20 kg. Lui pretendeva di giocare titolare e non potevano dargli quella garanzia. Ha fatto la scelta di darlo all’Entella visti anche i suoi problemi caratteriali, ma nel calcio si sa quando diventano fortissimi bisogna anche un po' sopportarli. Pochi potevano immaginare uno sviluppo così veloce e repentino a questi livelli. L'errore più grande è dell’Inter... Il fatto che si sia lasciato una percentuale sulla vendita ha fatto sì che una speranza l’ha sempre mantenuta, ma darlo via così è stato un peccato".