IVAN A FV, DRAGOWSKI PER ORA AL DI SOTTO DELLE ATTESE QUEST'ANNO. SUI GOL DI IERI...

15.02.2021 16:00 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
IVAN A FV, DRAGOWSKI PER ORA AL DI SOTTO DELLE ATTESE QUEST'ANNO. SUI GOL DI IERI...
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Giornata difficile e complicata per la Fiorentina all'indomani della sconfitta per 2-1 a Marassi contro la Sampdoria. Tante critiche anche per Bartlomiej Dragowski che non è apparso impeccabile in entrambi i gol subiti. FirenzeViola.it, per approfondire la tematica, ha contattato, in esclusivaAndrea Ivan,  portiere gigliato ai tempi della discesa in C2.

Più responsabilità di Dragowski o di Vlahovic sul primo gol dei blucerchiati?
"Ci sono situazioni, tempistiche e tante cose da valutare su un errore del genere. Le colpe non sono da attribuire ad un calciatore solo, ma è un'incomprensione: un po' la chiamata in ritardo, un po' il serbo che forse non ha sentito malgrado lo stadio vuoto... Sono errori che delineano instabilità mentale e apprensione. La squadra è in ripresa, ma c'è ancora paura di sbagliare ed è stato quello che ha portato a un errore collettivo".

Sul secondo gol il polacco è esente da colpe?
"Quando c'è una deviazione è sempre difficile valutare dall'esterno anche a mente fredda. Noi vediamo che non ha influito, ma da dietro è molto diverso. Mi ricordo con Batistuta che la Fiorentina giocava con i palloni Mitre perché con le sue cannonate prendevano aria, facevano 14.000 giri e non sapevamo mai dove mettere le mani, ma dalle telecamere questo non si vedeva. Dragowski è andato giù lento, poco reattivo, ma non ha grosse responsabilità".

Qual è il suo giudizio sulla stagione in generale da parte del 69 della Fiorentina?
"Il suo rendimento è un po' al di sotto di quello che ci ha fatto vedere nelle stagioni precedenti. Rimane un portiere valido e da portare avanti per molto tempo, ma sta vivendo difficoltà che fanno parte della situazione societaria e della squadra. Non cambierei certamente il portiere alla Fiorentina. Da quando si gioca con gli stadi chiusi è più complicato perché senza tifosi che insultano o incitano il calcio ha perso tanta concentrazione".

Giusto riportare Rosati in viola o era meglio puntare su un terzo portiere più giovane per farlo crescere?
"Dipende sempre dal primo e dal secondo che hai. Dragowski conosce il campionato italiano, Terracciano non ha tantissime presenze alle spalle, non ha un grande passato. Anche per lo spogliatoio, per guidare questi due portieri serve uno che abbia le caratteristiche di Rosati con un po' di esperienza per direzionare verso una tranquillità e una serenità migliori".

Cos'è che manca alla Fiorentina per fare il salto di qualità?
"Niente. Solo un po' di serenità alla città. Commisso ha speso e sta spendendo cercando di capire come funziona la burocrazia italiana. Ho giocato all'Atalanta e ho capito come una società di provincia con Inter e Milan a due passi faccia ad essere un club del genere. Il Centro Sportivo per un calciatore vuol dire tanto, l'organizzazione è perfetta... Alla lunga anche i tifosi se ne accorgono. Negli USA una strada si fa in un giorno, in Italia ci vogliono 10 anni".

Parlando di mercato, come valuta il lavoro di Pradè?
"Bisognerebbe valutarlo con Centro Sportivo e stadio di proprietà. In questo momento qua immagino non si possa spendere tanti soldi per una campagna acquisti, ma ci voglia una solidità dietro, specialmente al giorno d'oggi. La Fiorentina è in fase di ristrutturazione dai tempi dei Della Valle ed il mercato sarà sempre questo finché non si svolta con le infrastrutture: non stratosferica, rimanendo sotto certi parametri di costi".