HERMAN KOUAMÉ A FV, MICOUD, IL PAPPAGALLO ED IL TERRIBILE INFORTUNIO DI CHRISTIAN. ORA...

15.06.2020 10:00 di Giacomo A. Galassi Twitter:    Vedi letture
HERMAN KOUAMÉ A FV, MICOUD, IL PAPPAGALLO ED IL TERRIBILE INFORTUNIO DI CHRISTIAN. ORA...

"Qua in Costa d'Avorio va tutto piuttosto bene, anche se non è facile convivere con questo virus. È una situazione stranissima, ma grazie a Dio non è critica. Mio fratello inoltre fa di tutto perché a noi della famiglia vada bene". Comincia così la nostra chiacchierata con Herman-Junior Kouamé, il fratellino di Christian nuovo giocatore della Fiorentina. La distanza si fa sentire, ma il rapporto è molto stretto dopo un'infanzia vissuta insieme, in Costa d'Avorio nei pressi della città di Abidjan.

Herman-Junior, ci spieghi il suo rapporto con l'attaccante della Fiorentina.
"Christian è il mio fratello maggiore e siamo sempre stati insieme fin da piccoli. Ho molti ricordi della nostra infanzia, tra cui una pubblicità di una marca di cioccolato a cui Christian partecipò. Era pieno di talento fin dalla più tenera età, e non lo dico perché si tratta di mio fratello ma perché tutti vedevano subito quanto era forte". 

Ci racconta qualche aneddoto sulla vostra infanzia in Costa d'Avorio?
"Ce ne sono tantissimi. Il primo che mi viene in mente è quello relativo al nostro pappagallo. Abitavamo vicino ad un campo da gioco e quando Christian giocava, trovava sempre un posto speciale per il pappagallo. Tutte le volte che Christian aveva il pallone, il pappagallo si metteva sempre a gridare: 'Micoud, Micoud'. E per questo tutto il quartiere ha sempre chiamato Christian 'Micoud'. Anche oggi è così. In famiglia e nel quartiere lo chiamiamo 'Micoud'.  Ricordo che quando il pappagallo è scomparso ci rimase molto male, fino a piangere. Ma me ne viene in mente anche un altro".

Prego.
"Una volta giocava in un club qui del quartiere qui in Costa d'Avorio, e c'era una partita contro una squadra importante. Lui partiva dalla panchina perché era più piccolo degli altri. La sua squadra era sotto per 2-0 e l'allenatore non fece niente, fino a che tutto il quartiere si è messo a gridare: 'Vogliamo Micoud! Vogliamo Micoud!' e allora non ha potuto far altro che metterlo dentro. Entrato in campo, fece una doppietta e l'assist decisivo… Entrò in campo anche nostra madre! E gli dette tutti i soldi che aveva guadagnato quel giorno dalla sua attività… È un momento che non posso dimenticare".

Come descriverebbe Christian fuori dal campo?
"Mio fratello è una persona eccezionale. Sempre gioviale, ama ballare e aiutare chi può. In più è sempre carino e gentile".

Contento che sia arrivato alla Fiorentina?
"A dire la verità io ho sempre supportato la Fiorentina, perché ero un grande fan di Mario Gomez. E quando mi ha chiamato per dirmi che stava andando a firmare per la Fiorentina ho gettato le mani al cielo da quanto ero felice che avrebbe indossato la maglia viola".

Un trasferimento nato dalla grande slinding door della carriera di Christian. Quell'infortunio in Nazionale...
"Durante una partita dell'Under 23 in Egitto... Lo ricordo come fosse ora. Mi aveva pagato il biglietto per venire a vederlo ed ero così felice perché era il mio primo viaggio in aereo e finalmente potevo vederlo giocare dal vivo. E quando l'ho visto farsi male… È come se mi fossi fatto male anche io. Ma come diciamo noi: 'Non c'è mai felicità senza sofferenza'. Mi sono detto che se Dio ha voluto che si facesse male, c'era una ragione".

Ora Christian è pronto a tornare.
"Sì, mi ha detto che è pronto. Con la numero 9 del suo idolo, Samuel Eto'o. Per fare gol come lui".