GUIDI A FV, CASTROVILLI IL MIO MAREKIARO: LO BOMBARDAI DI VIDEO. CHIESA, LAKTI E MELI...

10.10.2019 16:00 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
GUIDI A FV, CASTROVILLI IL MIO MAREKIARO: LO BOMBARDAI DI VIDEO. CHIESA, LAKTI E MELI...

Gaetano Castrovilli viola fino al 2024. Questo l'annuncio dato nella conferenza congiunta andata in scena oggi all'ora di pranzo, per un giocatore che si sta candidando a diventare simbolo di questo nuovo corso in casa Fiorentina. Per approfondire ulteriormente questo tema, e non soltanto, FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva chi l'ha conosciuto da molto vicino: Federico Guidi, oggi allenatore del Gubbio, in Serie C, dove giocano anche i due viola in prestito Lakti e Meli, ma soprattutto primo tecnico di Castrovilli ai tempi dell'arrivo a Firenze, in Primavera. "Gaetano lo considero un mio figlioccio, sono stato io a volerlo in viola", esordisce.

Ci racconti un po' com'è andata.
"Ne ero rimasto affascinato quando giocammo una partita nel raggruppamento sud della categoria Allievi. Ancora era un po' indietro fisicamente, ma a livello tecnico e di conoscenza del gioco si vedeva che aveva qualcosa in più. Feci subito il suo nome alla Fiorentina, e poco più tardi conobbi un ragazzo sensibile, un professionista a tutti gli effetti e tutto questo non faceva altro che confermare le mie idee. In Primavera decidemmo di spostarlo a centrocampo, da interno, mentre fino a quel momento aveva sempre giocato trequartista o esterno d'attacco. Già allora avevo notato le sue qualità, anche organiche, per interpretare quel ruolo. Tanto che poi lo chiamai pure in Nazionale giovanile. Per me è una grandissima soddisfazione vederlo dov'è oggi, e gliel'ho anche detto tramite vari sms".

A proposito di Azzurro: quando la chiamata di Mancini?
"Manca pochissimo. Il ct cerca soprattutto qualità, velocità e intensità, tutte doti che non gli mancano. Penso che l'abito costruito da Mancini possa essere su misura per lui".

Non la sorprende dunque questo suo straordinario avvio.
"No, e anzi bravo Montella a crederci: è uno che, come me, ama i giocatori tecnici. Non avevo dubbi che avrebbe potuto fare bene".

Montella lo ha paragonato ad Antognoni, Barone a Tardelli. Più l'uno, l'altro, o nessuno dei due?
"Vi racconto un aneddoto: quando lo avevo in Primavera e decidemmo per il cambio ruolo, gli feci un vero e proprio elettroshock video. Vedevo in lui il nuovo Hamsik, anche per il percorso tattico che al pari dell'ex Napoli l'ha portato a partire da una posizione più avanzata, man mano sempre arretrata. Ricordo che lo bombardai di video, ed è da quel momento che lo chiamo il mio Marekiaro".

Lei ha conosciuto da vicino anche Chiesa. Come lo vede oggi?
"Federico ha vissuto un'evoluzione straordinaria, non anno dopo anno bensì partita dopo partita. Lui non è uno di quelli nati pronti, ricordo che all'inizio ha fatto molta fatica, anche perché si aspettava la sua maturazione. Il suo è stato un continuo miglioramento: è un animale da campo, uno di quelli che vogliono vincere qualsiasi cosa, anche in allenamento, ed ogni pallone per lui vale tutto. È questa la sua forza, oltre alla grande duttilità e alla capacità di tirare bene sia con il destro che con il sinistro. Quest'ultima cosa poi riporta alla mente suo padre. Sono molto legato sia a lui che a Gaetano (Castrovilli, ndr): vederli arrivare in Nazionale è il raggiungimento degli obiettivi che mi ero posto allora".

Nel suo Gubbio ci sono anche due giocatori di proprietà della Fiorentina. Due centrocampisti: Lakti e Meli. Come stanno andando?
"Lakti è intelligente, duttile: in una partita ha giocato persino da terzino destro. Si è calato alla perfezione nella realtà, e non ha sofferto il salto dal settore giovanile alla prima squadra, che di solito si paga soprattutto nell'atteggiamento... Lui no, ha avuto il giusto approccio. Meli è un talento assoluto: ha avuto qualche difficoltà iniziale ma nelle ultime due partite, quando è stato chiamato in causa, ha mostrato le sue eccezionali qualità. Se continuerà a lavorare così, avrà il suo spazio".

Nella rosa del Gubbio è presente anche un ex viola: Andy Bangu.
"Lui è già più esperto. Ha sofferto un po' in queste prime uscite perché è arrivato a fine mercato, senza fare preparazione, ed è fuori forma. Ma anche per lui vale il discorso fatto per gli altri: si vede che arrivano tutti da una grande scuola".

Sbagliamo se pensiamo che un giorno sogna di tornare nella Fiorentina... Magari in prima squadra?
"Per me, nato a Firenze con oltre 12 anni trascorsi in viola, è inevitabile sognare di tornare un giorno al Franchi".