BUCCIANTINI A FV, CALCIO CONDIZIONATO MA NON FALSATO. ACF PIÙ D'ATTACCO, MERCATO....

17.04.2020 16:02 di Luciana Magistrato   Vedi letture
BUCCIANTINI A FV, CALCIO CONDIZIONATO MA NON FALSATO. ACF PIÙ D'ATTACCO, MERCATO....

"Spero che la stagione venga conclusa, come tutto ciò che è stato sospeso per il Coronavirus, ma solo perché significherebbe che si può ripartire senza problemi. Prima però c'è la vita, il calcio non deve venire prima". A dare la sua opinione sull'eventuale ripresa del calcio è a Firenzeviola.it è il giornalista Marco Bucciantini che spiega: "Il calcio non deve essere al di sopra di tutto quello che sta accadendo, i giocatori non sono sopra le regole che ci sono imposte ora, non sono lavoratori 'necessari', eroi in prima linea come chi sta lavorando per tenere in piedi il Paese. Se e quando si potrà giusto riprendere".

Tanti problemi per gli allenamenti, le società dovranno adeguarsi ad un protocollo non semplice: "Si devono adeguare per forza, si lavori per rendere sicuri i centri sportivi, d'altronde si sono adeguati anche i supermercati a questa nuova situazione, no?"

Cosa pensa del botta e risposta Coni-Lega, è un sistema comunque poco snello per le decisioni? "Ci sono istituzioni a più livelli ma il problema è che manca una voce comune e mi sembra che ognuno sostenga di riprendere o fermarsi in base al proprio interesse. Si sostengono delle opinioni per opportunismo e questo non va bene. La fase uno è semplice, ci dicono di stare a casa e li finisce. La fase due è la più difficile e serve una classe dirigente giusta, che prenda decisioni giuste perché si possa vivere ancora con il contagio ma senza propagarlo e il calcio deve aspettare questa decisione. Soprattutto negli altri paesi vedo il presidente della repubblica andare in TV per dire cosa si deve fare, non un presidente di calcio".

Partite di calcio d'estate, a porte chiuse, con più cambi... che calcio sarà? "Un calcio condizionato e contingente al momento ma non falsato. Peccato per il pubblico, ma sarà comunque reale, bello e che ci appassionerà perché ora ci manca. I 5 cambi, con partite ravvicinate servirebbe a non favorire che ha le panchine più lunghe".

Ma i valori in campo cambieranno, squadre come Lazio e Atalanta ripartiranno ad esempio con la stessa brillantezza? "Difficile fare previsioni, dipenderà da come si sono comportati i giocatori ora a casa, da come gli staff faranno la nuova preparazione tenendo conto di tutte le variabili. Certo all'Atalanta, se dovesse andare al massimo come prima, chi le tiene il passo è sa rincorrerla a luglio? Ma se Lazio e Atalanta andranno avanti come prima e dovessero vincere, sarebbe un messaggio positivo anche per Firenze, per chi ha meno investimenti da fare. Anzi, le dico, per la Champions faccio il tifo per l'Atalanta e per Bergamo per ciò che ha passato".

E la Fiorentina? "La vedo comunque pronta e a due partite sotto la salvezza deve tagliare subito quel traguardo per non trovarsi in affanno a luglio quando con il caldo tutto è incerto. Poi sono curioso di vedere all'opera, soprattutto in ottica futura, Vlahovic per capire come cresce perché per me è il vero giocatore del futuro, Cutrone come giocatore d'inserimento, Ribery, Duncan... non vedo l'ora. Soprattutto ho voglia di vedere più giocatori d'attacco, per programmare anche per il prossimo anno".

Che futuro immagina sul campo per i viola? "Un gioco appunto con più attaccanti, mi è piaciuto quando in alcune partite finali hanno giocato due attaccanti e Chiesa. Anche perché, diciamo la verità, se giochi con il 5-3-2 o 3-5-2 che dir si voglia, gli esterni devono segnare e fare assist a ripetizione. i nostri mi pare non li abbiano fatti granché".

E sul mercato cosa serve? "Già a gennaio è stato fatto un grande mercato per me, assicurandosi Amrabat e Khouame. Se tieni Chiesa e Ribery sta bene, visto che con lui da titolare la media era da Europa League, con Vlahovic, Khouamè e Cutrone sei a posto. E allora servirebbero due giocatori:  un difensore che sappia giocare meglio la palla e un centrocampista di qualità che affianchi Amrabat e Castrovilli. Insomma non serve un mercato di quantità e numeri ma di qualità nei titolari".