BROCCHI A FV, FIRENZE GRANDE AMORE, PRANDELLI GARANTÌ PER ME. SU BOA E CHIESA...

13.08.2019 13:00 di Luciana Magistrato   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
BROCCHI A FV, FIRENZE GRANDE AMORE, PRANDELLI GARANTÌ PER ME. SU BOA E CHIESA...

"Verona la fidanzata, il Milan la mia grande famiglia, la Lazio la seconda famiglia che non pensavo di trovare dopo quella rossonera e Firenze il grande amore". Fiorentina-Monza in Coppa Italia riporta al Franchi, da allenatore avversario, Cristian Brocchi che non ha mai nascosto la voglia di vivere questa sfida con la Fiorentina, sua ex squadra per una sola stagione ma vissuta intensamente. "Io associo le poche squadre dove sono stato a momenti di vita e Firenze è appunto un grande amore, nato nell'estate 2005 e vissuto intensamente per una stagione intera - racconta in esclusiva a Firenzeviola.it - con passione e grande coinvolgimento reciproco con la maglia, i tifosi e la città. Sarà emozionante tornare al Franchi perché quella a Firenze credo sia stata una delle mie tre migliori stagioni in carriera".

La volle fortemente Cesare Prandelli... "Di allenatori con cui ho avuto un bel rapporto ne ho avuti diversi ma con Prandelli c'è stato qualcosa di grande. Fui il suo primo acquisto e devo dire che il mio arrivo non scaldò subito l'ambiente ma Prandelli ci mise la faccia per me e garantire quell'acquisto. Mi ha fatto sentire importante ed io ho cercato di ricambiare mettendoci tutto me stesso, il rapporto fu bello, pulito e per questo particolare".

Che Fiorentina era? "Eravamo un bel gruppo di ragazzi con la voglia di giocare e di stare insieme. I risultati poi aiutarono, ma faccio fatica a nominare qualcuno in particolare perché farei torto agli altri, da Pancaro che già conoscevo, a Jorgensen, Ujfalusi, Dainelli, ai più giovani Pazzini, Montolivo. A me ad esempio era stato detto di seguire un giovanissimo Bojinov e facevo fatica a tenerlo... (ride, ndr)"

Che Fiorentina si aspetta ora? "Mi aspetto una Fiorentina rinnovata che con la nuova proprietà ha ritrovato quell'entusiasmo che si era assopito e che ha fatto mettere da parte la negatività che ha inciso sulle ultime stagioni. Penso che la squadra ne tragga giovamento da questo nuovo clima, inoltre ci sono giocatori forti e di sicuro sarà una stagione in cui potrà ritrovare l'Europa".

Lei ha allenato Boateng, che ricordi ha di lui? "Veniva da un problema al ginocchio e nella mia breve esperienza al Milan non stava dunque benissimo però, come dissi anche nella mia ultima intervista da allenatore del Milan, è stato uno di quelli che mi ha dato di più come impegno, professionalità e voglia di stare in campo. Si deve sentire però un giocatore importante per la squadra è sono sicura che a Firenze queste motivazioni le avrà".

Sul mercato si fanno tanti nomi tra cui quello di Balotelli e Ibra: "Per me è fantacalcio ma se dovesse venire Balotelli, lui ha un talento incredibile. Al Milan mi accolse benissimo, si divertiva ad allenarsi ma è uno di quei giocatori che va trattato a parte nel senso che va capito. Se la notizia fosse vera anche lui, come Boateng, si esalterebbe in una piazza come la Fiorentina e potrebbe ritrovare motivazioni anche in chiave azzurra".

Chiesa può essere considerato un acquisto? Non so come è la situazione specifica ma io ho sempre pensato che un giocatore deve starci in una squadra se vuole, se ha motivazioni e feeling con l'ambiente e se è fiero di indossare quella maglia".

Una maglia di cui sembra fiero Badelj, tornato dopo una stagione alla Lazio: "Credo sia stata una mossa importante perché aveva una grande considerazione inoltre dà quelle garanzie a centrocampo che si fa fatica a trovare in altri giocatori".

Lei è tornato con Berlusconi e Galliani ma ci sono sempre più proprietà straniere, che effetto le fanno? "Conta la passione. Noi siamo legati alle vecchie figure del presidente che dava tutto per la propria squadra e ad una visione del calcio romantica ma questo sport ha bisogno di forze economiche ingenti. L'importante è che chi arriva ci metta anche passione per rispetto ai tifosi che vivono per la squadra".

Veniamo al suo Monza, che squadra è? "Quella che sto vivendo è un'esperienza importante e ci sono tante aspettative perché la proprietà è di serie A. Ma non bastano Berlusconi e Galliani, non si poteva vincere tutto e subito perché i successi vanno costruiti su basi solide. Certo è che abbiamo iniziato un nuovo percorso da gennaio pur con qualche errore e la sfortuna di una Coppa Italia e dei playoff persi che hanno lasciato l'amaro in bocca. Ma ora non ci nascondiamo perché è stata costruita una squadra forte per andare in serie B anche se vincere la serie C è molto difficile".

Un appello ai tifosi per domenica? "Permettetemi di farlo innanzitutto ai tifosi del Monza perché questa è un'occasione incredibile per noi, di poter giocare questa sfida in un grande stadio e li invito dunque a seguire la squadra. E spero di trovare un Franchi pieno come quello che mi ricordo io e di poter salutare e abbracciare dunque anche tanti tifosi viola".