ANTOGNONI DAY, L'amore di Firenze il mio scudetto

Intervista di Stefano Borgi
01.04.2010 12:49 di Stefano Borgi  articolo letto 4222 volte
© foto di Federico De Luca
ANTOGNONI DAY, L'amore di Firenze il mio scudetto

“Lo dico da sempre, l’amore di Firenze mi ha dato più di quanto mi avrebbe dato vincere uno scudetto. Certo l’ideale era vincere il tricolore a Firenze, ma va bene anche così. Anzi, ti regalo una definizione: sono il primo tifoso dei tifosi viola.” Giancarlo Antognoni oggi compie 56 anni, e in queste parole c’è tutto l’amore e la riconoscenza che lui prova verso i tifosi viola. Giancarlo Antognoni nasce a Marsciano in provincia di Perugia il 1 aprile 1954. Il padre gestiva un bar, sede di un Milan club, e complice l’ammirazione per Gianni Rivera, il piccolo Antognoni simpatizza per i colori rossoneri. Ma dura poco, Giancarlo fa subito vedere di avere un talento unico per il gioco del calcio e muove i primi passi da semiprofessionista nell’Astimacobi in serie D. Torino e Fiorentina gli mettono ben presto gli occhi addosso ed è la lungimiranza di Nils Lidholm ed il tempismo di Egisto Pandolfini ad avere la meglio sugli osservatori granata. “Antonio” giunge a Firenze nel 1972, e ironia della sorte viene da subito considerato l’erede naturale del “Golden boy” milanista, il suo vecchio idolo. Esordisce a Verona il 16 ottobre 1972, alla terza giornata, con la maglia numero 8, e alla fine della carriera giocherà 341 partite nella Fiorentina in serie A realizzando 61 gol. Saranno 73, invece, i gettoni azzurri con 7 reti ed un titolo di Campione del mondo conquistato nel 1982 in Spagna.

Allora Giancarlo, parliamo di Fiorentina?
“Parliamone, anche se il 4-1 sull'Udinese non l'ho visto. Comunque, per la Champions è molto dura e attenzione...l'Europa League serve a poco, ci vuole la Champions, i soldi vengono da lì”.
Tu sei il "capitano" viola per antonomasia. Montolivo è degno di essere capitano della Fiorentina?
“Secondo me si. E' cresciuto tantissimo, anche come personalità, e sta facendo un ottimo campionato".
Raccontaci il tuo rapporto speciale con Firenze
"Di episodi in cui la gente di Firenze mi ha dimostrato il suo affetto ce ne sono moltissimi. Il mio incidente con Martina, per esempio. La città si mobilitò per sostenermi e darmi conforto e quello mi dette molta forza. Poi ricordo la partita amichevole che feci col Losanna pochi mesi dopo essere andato in Svizzera. Finì 1-1 e quando segnai il gol del pareggio tutto lo stadio esultò come se avessi segnato con la maglia viola. E poi quando feci la partita d’addio con la maglia della nazionale campione del mondo 82’ contro una selezione dei giocatori viola. 40.000 persone tutte per me, incredibile."
Non hai vinto come giocatore, ma come dirigente qualcosa lo hai conquistato: “Si, una coppa Italia, una supercoppa italiana , mentre da giocatore solo una coppa Italia ed una coppa di lega italo – inglese. Poi ho portato a Firenze giocatori come Rui Costa, insomma da dirigente le mie soddisfazioni me le sono prese. "
Che fa oggi Giancarlo Antognoni?:
“Cerco di scoprire nuovi talenti per la Federazione e sono coordinatore per le nazionali giovanili. Non è facile, qualcuno bravo c’è, qualcuno arriva, pochi, ma qualcuno c’è."
Qualche nome?
“Destro, attaccante dell'Inter primavera e Albertazzi, difensore del Milan. Il primo sembra Milito... Della Fiorentina invece dico Carraro e Iemmello.”
E Babacar? Ha davvero mezzi illimitati come dice Prandelli?
“Ha grandi potenzialità, non c'è dubbio. Se non si perde, fra tre anni può diventare il centravanti della Fiorentina”.
Com’è oggi il tuo rapporto con i Della Valle? :
“Come al solito. Per quanto mi riguarda con loro non ci sono e non ci saranno margini di avvicinamento. Del resto io non voglio un posto per diritto acquisito, vorrei mi fosse concesso un incontro. Ma nemmeno questo sembra possibile e allora...
E' il momento del fuoco di fila: il gol più bello in maglia viola
“Nell'81', a Firenze sotto la Fiesole, contro il Torino... (lancio di Daniel Bertoni, stop, controllo al volo del “capitano” e tiro rasoterra imparabile, alla destra del portiere ndr.)”
La partita più bella in maglia viola
“Quella dell'esordio a Verona. E così anche in nazionale...”
Il ricordo più bello a Firenze
“Uff...ce ne sono tanti. I rientri dagli infortuni (Fior-Cesena dell'82' e Fior-Bari dell'85' ndr.) La coppa Italia vinta nel 75' ed il ritorno da Bergamo nel 96' con la Coppa Italia e 40.000 persone che ci aspettavano”.
Il ricordo più bello della tua carriera e quello più brutto
“Il più bello la vittoria al mondiale di Spagna 82'. Il più brutto non aver giocato la finale di quel mondiale...”
Come persona, cosa vorresti che dicessero di te?
“Che sono una persona per bene, che si è fatto da solo, che ha sempre dato il massimo in tutto ciò che ho fatto”.
In che percentuale pensi di aver reso nella tua carriera?
“Diciamo al 75%”
Che voto daresti ai tuoi primi 56 anni?
“Facciamo 7,5? No, meglio 7, sennò passo per presuntuoso”.
Siamo ai saluti finali. Un’ultima occhiata alla valanga di mail arrivate in redazione, un sorriso di soddisfazione gli dipinge il volto e la convinzione che alla fine, quella scelta di rimanere a Firenze e di rifiutare le offerte principesche delle squadre del nord, è stata la scelta più giusta. AUGURI CAPITANO!!!