RODRIGUEZ IN ARRIVO, DUBBI INCLUSI, MENTRE MINA PIACE AL PORTO E DA ROMA LE VOCI SU IKONÈ TENGONO VARGAS E BELOTTI SULLO SFONDO. SALVINI IN UN VIOLA PARK FINALMENTE APERTO A TUTTI: SE LO STADIO DIVENTA UNA PARTITA POLITICA

23.01.2024 10:45 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
RODRIGUEZ IN ARRIVO, DUBBI INCLUSI, MENTRE MINA PIACE AL PORTO E DA ROMA LE VOCI SU IKONÈ TENGONO VARGAS E BELOTTI SULLO SFONDO. SALVINI IN UN VIOLA PARK FINALMENTE APERTO A TUTTI: SE LO STADIO DIVENTA UNA PARTITA POLITICA

Complice l’assenza dai campi della serie A per i pregressi impegni di Supercoppa la scena fiorentina, quella sportiva, finisce paradossalmente in secondo piano, a poco più di una settimana dalla chiusura del mercato e con buona pace di un tecnico, Italiano, che già in ottica Inter dovrà soprattutto sperare di ritrovare un Sottil in migliori condizioni e un Nico da rivedersi in campo (buone le speranze che comunque avvenga per uno spezzone di gara). Un segnale diverso da quello che probabilmente si augurava, almeno in avvicinamento alla trasferta araba, figlio di una logica sostitutiva che prevede a ogni ingresso una precisa uscita.

Trovano così spiegazione i colloqui ancora aperti con il Messico da dove si attende solo la partenza di Brian Rodriguez che i viola accoglieranno per 7 milioni complessivi. Un profilo non esattamente in possesso di quell'esperienza necessaria per entrare e provare subito a fare la differenza, ma pur sempre un nuovo esterno sul quale lavorare in vista dell'addio a Brekalo. Il ventenne esterno uruguagio è infatti destinato a sostituire il croato non appena si trovasse una destinazione definitiva dopo gli interessi della Dinamo Zagabria, e oggi potrebbe essere il giorno buono per un'offerta, mentre in termini di ulteriori contatti potrebbero presto esser riavviati con i tedeschi dell’Augsburg per lo sblocco dell’affare Vargas.

In questo caso le cifre sono più alte, si va intorno ai 10 milioni di euro, ma lo scenario di mercato è più o meno lo stesso, ovvero ancora da scrivere, con il profilo di Ikonè in lizza per lasciar spazio al nazionale svizzero seppure dalla Capitale, per ora, arrivino voci su eventuali interessi di Lazio e Roma (e nel caso dei giallorossi il nome di Belotti può dar vita a nuove riflessioni). A proposito di novità, le proposte di un prestito di Mina arrivate dal Porto, e nelle corde pure dei greci dell'Olympiakos, potrebbero essere presto ascoltate dai viola, anche se non sarebbe semplice tornare poi sul mercato dei difensori. 

Di certo trattasi di dinamiche che potrebbero riguardare, più avanti, anche altri elementi già chiacchierati sul mercato, come Barak che tanto piaceva al Napoli, come quel Rodri Sanchez del Betis che i viola avevano già messo nel mirino nel caso in cui i partenopei avessero accelerato per il ceco o ancora come una punta che possa cambiar volto all’attacco, leggere alla solita voce Belotti, a patto di avviare comunque la partenza di Nzola fin qui poco convincente. Scenari per i quali pazientare, in un esercizio simile a quello che probabilmente spetterà a Italiano, almeno per l’inserimento di un calciatore sudamericno in arrivo da un campionato molto diverso e per questo con un certo carico di dubbi sulle spalle.

Così mentre il mercato scivola via la maggior parte delle attenzioni se l’è presa la visita del Ministro dei Trasporti delle Infrastrutture Matteo Salvini, domenica mattina al Viola Park. In una sala stampa finalmente aperta a tutti (e c’è da sperare sia solo la prima di tante altre occasioni) si è parlato di stadio, di lavori, di proroghe e di un’occasione per un nuovo impianto che poteva esser gestita meglio. Tutto legittimo, tanto più per un club ancora alla ricerca di una strada concreta da percorrere per non giocare lontano da Firenze per un paio di stagioni, se non fosse per il tragitto ribadito dall'amministrazione comunale che va nella direzione del via ai lavori, nonchè per una sorta di schieramento politico che la proprietà aveva già avviato con le recenti dichiarazioni del dg Barone sui voti e le loro conseguenze. 

Se la Fiorentina può e deve essere motivo di unione il percorso intrapreso lungo la vicenda stadio rischia di segnare nuove divisioni dopo quelle già alimentate dal club nei confronti dei più critici, inserendo di fatto la vicenda stadio in una partita politica tutta da giocare da qui alle elezioni in programma a giugno. Una mossa rischiosa almeno in termini di compattezza dell’ambiente, tanto più in un momento in cui nonostante il quarto posto in classifica determinati orizzonti sul mercato (non apparsi prima di giocarsi la Supercoppa con Ikonè e Brekalo titolari forzati) stanno limitando parecchi entusiasmi e peggiorando un clima difficile da spiegare almeno osservando il quarto posto in classifica, l'attesa per il ritorno in Conference League e la terza semifinale di coppa Italia consecutiva.