PRADÈ, PARTE IL MERCATO. LA LISTA DI SOUSA. COGNIGNI NON È PARTITO PER LA CINA CON I DV. NOME NUOVO: PIACE PROPPER DEL PSV EINDHOVEN. PRAET IN STALLO. ILICIC VUOL RESTARE. IL NAPOLI PROPONE GABBIADINI PER VECINO. LISANDRO LOPEZ OK

17.05.2016 00:08 di  Enzo Bucchioni  Twitter:    vedi letture
PRADÈ, PARTE IL MERCATO. LA LISTA DI SOUSA. COGNIGNI NON È PARTITO PER LA CINA CON I DV. NOME NUOVO: PIACE PROPPER DEL PSV EINDHOVEN. PRAET IN STALLO. ILICIC VUOL RESTARE. IL NAPOLI PROPONE GABBIADINI PER VECINO. LISANDRO LOPEZ OK
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© foto di Federico De Luca

Archiviato un campionato che assomiglia alle luci delle auto dei carabinieri (Ora sì, ora no. Ora sì, ora no), entra in scena sua maestà il mercato. La Fiorentina ha una squadra-base già competitiva, semplicemente da potenziare in tre-quattro ruoli fondamentali, a cominciare dalla difesa. Poi ci saranno da sostituire tutti i prestiti che non sono stati riscattati. Il lavoro non mancherà. Ma chi lo fa?

Pradè è sempre alla sua scrivania e gira per l’Italia e l’Europa da almeno due mesi. Ha preparato un piano nei minimi dettagli, ha diverse soluzioni concordate con l’allenatore, si tratta solo di ricevere l’ok per partire.

Toccherà a lui disegnare la Fiorentina della prossima stagione? Siamo alle solite. Una risposta a questa domanda non c’è semplicemente perché non è ancora arrivato l’ultimo ok, quello decisivo, di Diego Della Valle. Il patron non si occupa direttamente delle cose viola, ma, giustamente, vuole essere informato e mette bocca sulle decisioni principali che necessitano del suo avallo. Qualche mese fa aveva fatto capire ai manager che non gli sarebbe dispiaciuta una scossa, dopo quattro anni era del resto anche logico cambiare. Diego, forse, avrebbe sostituito volentieri anche Sousa. Vorrà cambiare Pradè con Corvino?

Non è detto. Andrea lascerebbe le cose così, si fida di Pradè che ha fatto bene, probabilmente non succederà nulla. Ma Diego deve essere informato, messo al corrente dei pro e dei contro, della situazione  nei dettagli (anche dei bilanci) e non si può fare con una telefonata. Probabilmente dirà ok, andate avanti così, ma non è detto vista la stima per Corvino e le spinte al cambiamento che gli arrivano da amici vari. Perché allora Diego non si pronuncia?

Molto semplice. Ci sono delle priorità che si chiamano Tods (c’è stato il consiglio di amministrazione) con una forte spinta in Cina ed estremo oriente e un viaggio già in programma, c’è la scalata alla Rcs Corriere della Sera, in opposizione a Cairo, per la quale è stata presentata un’offerta ieri. Operazioni economicamente onerose, politicamente importantissime. In questo quadro la Fiorentina è un satellite, ma prima o poi arriverà anche il momento nel quale Diego si siederà al tavolo con Andrea e Cognigni per prendere atto o suggerire cambiamenti.

In attesa del Diego-pensiero, Pradè (come detto) continua a lavorare e nessuno gli ha mai prospettato la possibilità che il suo contratto non possa essere rinnovato. Ogni giorno che passa per me è un giorno pro-Pradè. Ma poi non si tratterebbe di cambiare uno (Pradè) con un altro più bravo (Corvino), semplicemente se Ddv deciderà per una scossa sarà solo per sperare di trovare nuove energie dopo quattro anni. La stima in Pradè è immutata.

Tornando al mercato, Pradè sta lavorando su una lista di nomi analizzata con l’allenatore. In uscita ci sono 4-5 giocatori che hanno un grande appeal, in base alle richieste che arriveranno e alle eventuali plusvalenze, la Fiorentina deciderà chi cedere. Ilicic, uno dei papabili, ha già fatto sapere di voler rimanere a Firenze. Insisterà anche di fronte a prospettive di ingaggi che la viola non può permettersi? Vedremo.

Un altro in partenza è Babacar. Ma anche Vecino, Badelj e Kalinic hanno richieste. Tutto dipenderà dalle offerte. Se (esempio) dovesse arrivare qualcuno con 25 milioni per Kalinic pagato quasi sei, la cessione sarebbe obbligatoria. Non venderlo sarebbe un suicidio. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri.

Anche Vecino resterebbe volentieri a Firenze fresco del rinnovo fino al 2021, ma se il Napoli (come sembra) dovesse mettere sul piatto Gabbiadini, Grassi e cinque milioni, tutto potrebbe succedere. Al Napoli è stato proposto Badelj, ma Sarri vuole solo il suo ex pupillo. Serve tempo. Una volta visto il panorama delle richieste, con le idee chiare e i soldi in mano della proprietà (20 milioni), la Fiorentina potrà colpire su alcuni giocatori già nel mirino.

Praet piace da mesi. Come vi abbiamo già detto, l’operazione è congelata. L’Anderlecht non vuol scendere sotto i 15 milioni, preferisce (per ora) perdere il giocatore a parametro fra un anno. Un altro giocatore sulla quale i viola stanno stringendo è un centrocampista olandese di 25 anni, Dany Propper, fresco campione d’Olanda con il Psv, grande fisico, grande temperamento, ma anche piedi buoni e visione di gioco. Se dovesse arrivare sarebbe un grande colpo. Valutato otto milioni, la Fiorentina spera di chiudere in tempi brevi.

Per la difesa Cognigni che non è andato in Cina con i fratelli per occuparsi della Fiorentina, ha strappato l’ok del Benfica per Lisandro Lopez, così Sousa sarà contento. Speriamo sia la volta buona. Ma non basterà, per l’esterno destro di difesa ci sono diverse altre soluzioni. Non ci vuole fretta, l’Europeo potrebbe suggerire operazioni o favorire opportunità.

Che succederà con Bernardeschi? La maglia azzurra potrebbe far schizzare la sua valutazione e allora anche per lui ci vorrà mente fredda. Il ragazzo vuol restare a Firenze, la Fiorentina vuole tenerlo, ma se si presentasse una società con 35-40 milioni come si fa a resistere?

Questa domanda se la pongono tutti. Proprio per queste ragioni non ci vuole fretta, bisogna fare le cose con intelligenza e serenità partendo da un presupposto nuovo: la Fiorentina ha in organico 4-5 giocatori che possono scatenare richieste e (forse) qualche asta molto interessante.

Per fare le cose con più calma, però, non resta che tifare Juventus nella finale di coppa Italia. Senza l’assillo dei preliminari di Europa League, tutte le operazioni possono essere fatte in assoluta tranquillità, la Fiorentina dovrà essere pronta al via del campionato a fine agosto, in sostanza mancano tre mesi. Cosa diversa e da non augurarsi, se dovesse vincere il Milan.

Intanto però Sousa ha fatto i piani per il ritiro con il direttore generale Rogg, l’uomo macchina e di fiducia della proprietà, e Pradè. Saranno sicuramente aggregati per il ritiro di Moena il giovane centrocampista Diakhate, 18 anni, che in Primavera si è un po’ perso, ma sul quale Sousa scommette e il portiere Satalino ormai stabilmente fra i grandi. Ma non saranno i soli.