NON ESISTE UN SOLO MODO DI VINCERE: SÌ, C’È ANCHE IL CORTO MUSO. LE ASSENZE PESANO, IL CLUB RIFLETTA. IL MERCATO INVERNALE MISURA LE AMBIZIONI. LA POSSIBILITÀ DI MIGLIORARE LA FIORENTINA. LA CLASSIFICA SPINGE A RINFORZARE LA SQUADRA

18.12.2023 11:18 di Mario Tenerani   vedi letture
NON ESISTE UN SOLO MODO DI VINCERE: SÌ, C’È ANCHE IL CORTO MUSO. LE ASSENZE PESANO, IL CLUB RIFLETTA. IL MERCATO INVERNALE MISURA LE AMBIZIONI. LA POSSIBILITÀ DI MIGLIORARE LA FIORENTINA. LA CLASSIFICA SPINGE A RINFORZARE LA SQUADRA
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Una volta tanto la Fiorentina è riuscita col minimo sforzo, una occasione e una rete, a fabbricare 3 punti importantissimi. Se pensiamo invece a quando ha prodotto una fatica immane senza raccattare nulla, viene quasi da ridere. Il Verona ha fallito un rigore con Djuric arrivato dopo un errore di Terracciano, ma il portiere non solo l’ha neutralizzato, ma ha ribattuto anche la soluzione successiva di Suslov e poi è stato graziato da Ngonge. L’esterno del Verona dopo ha impegnato altre due volte Terracciano che ha parato da campione e nella ripresa il portiere viola si è superato su Hien. Questo trionfo è targato Terracciano. Una bella rivincita su chi lo critica aspramente. E non sono in pochi, purtroppo. 

L’altro protagonista è stato Beltran, finalmente in gol. È partito sotto punta come lo reclamano in tanti, ma è andato meglio da numero 9. Il calcio è strano, va capito. La Fiorentina ha incassato la vittoria perché chi sbaglia troppo paga e il conto è toccato al Verona. Nella ripresa Italiano ha ribaltato la squadra coi cambi, dimostrando che non tutte le seconde linee sono all’altezza delle prime. Senza Gonzalez, Duncan, con Bonaventura e Arthur in panchina un po’ acciaccati - quest’ultimo poi è entrato giocando pure bene - per la Fiorentina diventa dura. 

La prima occasione per i viola è arrivata al 29’ della ripresa con Mandragora. Il gol di Beltran 4 minuti dopo. Tutto qui il saldo della Fiorentina col Verona. Un successo che ha ricordato molto da vicino quello di Udine di alcuni mesi fa anche se in quella circostanza l’Udinese (allora allenata da Sottil) ebbe molte più possibilità di segnare e alla fine la Fiorentina produsse uno 0-2 (reti di Quarta e Bonaventura).  

Dunque, non c’è una sola modalità per vincere. C’è anche il corto muso perché determinante è raccattare punti. Adesso sono 27 a 3 turni dalla fine del girone di andata, quando un anno fa dopo 19 partite il raccolto fu di 23 soltanto. Ora i viola sono sesti in classifica ad un punto da un sorprendente Bologna al quarto posto che ha abbattuto la Roma orfana di Dybala e Lukaku. Gli uomini di Italiano all’Olimpico, in 11 contro 9, hanno buttato via una chance straordinaria per distanziare ancora di più Mourinho. Quello sì che è un rimpianto vero. 

I rossoblu hanno un vantaggio non banale: non giocano le coppe e durante la settimana Motta può preparare al meglio la sfida successiva in campionato. La Fiorentina, invece, è tornata quasi all’alba di venerdì mattina a Firenze e le scorie di questa stanchezza si sono notate nel confronto col Verona. Una recente statistica che ha pesato gli ultimi anni della serie A ha dimostrato come le squadre impegnate in Champions non abbiano pagato dazio in campionato, mentre quelle che hanno frequentato Europa League e Conference si. Come mai? Intanto si potrebbe parlare di rosa: chi fa la Champions è attrezzato di solito di più rispetto agli altri. Quindi i giorni della settimana: in Champions si gioca il martedì o il mercoledì, per tanto è possibile recuperare qualcosa in più. Inoltre la logistica: la Champions si disputa quasi sempre nelle capitali e il rientro è un po’ più semplice, rispetto a certi viaggi della speranza della Conference e in parte dell’Europa League. Può essere una spiegazione? Magari non totale, ma è comunque un’indicazione da non sottovalutare. 

Torniamo alle assenze perché pesano. Sarà un caso, ma la Roma priva dei due giocatori decisivi (Dybala e Lukaku) ha perso meritatamente a Bologna. Dybala sta a Mourinho come Gonzalez a Italiano. Nico starà fuori due mesi, ad essere ottimisti. Se non ci saranno recuperi miracolosi salterà la Supercoppa Italiana, oltre a tante partite di campionato. Il club deve riflettere davanti a questa criticità perché il mercato è dietro l’angolo. Trovare un sostituto temporaneo dell’argentino potrebbe essere una mossa giusta, se non addirittura obbligatoria. Gonzalez è l’unico che segna tra gli esterni (già 9 reti complessive), gli altri vanno in gol col contagocce. Nico è un tipo alla Berardi. Ieri l’esterno del Sassuolo ha firmato l’azione decisiva numero 12 in 13 gare: ha segnato infatti 9 gol e confezionato 3 assist. Berardi incide oppure no in una gara? Sono questi, per fare un esempio, gli attori che cambiano l’indirizzo di una stagione, non i comprimari che pur profondendo tante energie non mutano i destini delle squadre. Tra l’altro, al di là dell’incidente capitato a Gonzalez, una riflessione sugli esterni della Fiorentina sarebbe stata comunque necessaria. Serve qualcosa in più sui lati del campo. Così come al centro dell’attacco: Nzola (un solo centro in A) anche col Verona non è stato sufficiente, mentre Beltran ha regalato l’1-0 ed è arrivato a quota 2 reti in campionato. Sono pochissime però la domanda resta quella: si sarà sbloccato? 

Il dato curioso è che la Fiorentina con 25 reti fatte risulta il quinto attacco del campionato, ma Gonzalez a parte (ha fatto 6 gol in A però è un esterno, così come Bonaventura stesse segnature ed è un centrocampista), non ha uomini-gol, cioè centravanti, come l’Inter (sono 39 le reti, Lautaro ne ha realizzate 15), il Milan (sono 29, Giroud 8), il Napoli (28 e 7 Oshimen) e la Roma (28 e 7 Lukaku). Questi numeri dimostrano come la Fiorentina abbia una proposta di gioco molto redditizia e un allenatore capace di arrangiarsi con i gol distribuiti su 15 calciatori.

Le considerazioni sul mercato spettano al vertice della società: c’è l’ambizione di migliorarsi? C’è la voglia di investire per non vivere poi di rimpianti a maggio? La classifica consiglia di provarci: primo perché potrebbe saltare fuori il quinto posto per la Champions e se a fine campionato i viola fossero sesti a un punto da quella posizione altro che rabbia, ci sarebbe un travaso di bile… Secondo perché un campionato livellato così in basso autorizza sogni di gloria anche per chi nelle ultime due stagioni si è piazzato tra settimo e ottavo posto. 

Il rischio per la Champions sarebbe calcolato: la Lazio per aver partecipato al girone ha racimolato quasi 60 milioni. La Fiorentina investendo a gennaio potrebbe riallinearsi con una qualificazione Champions. E non contano tanto i soldi da spendere, quanto i giocatori da non sbagliare. Quella è la vera differenza.