DOMANI ROSSI CON BABACAR. UN FILOTTO DA NOVE PUNTI PER SFRUTTARE IL CALENDARIO. SOUSA LAVORA SUGLI ERRORI. ANCHE SUAREZ SUL MERCATO PER RINFORZARE LA SQUADRA A GENNAIO: SERVONO TRE GIOCATORI
Non è successo niente, due sconfitte in campionato non cambiano le certezze di e su questa Fiorentina, ma è successo anche qualcosa. Qualcosa su cui riflettere e lavorare.
Intanto Napoli e Roma ci hanno detto e confermato che la squadra viola ha un ottimo impianto di gioco e una personalità da grande, qualità che non sono state minimamente scalfite. Del resto però che Napoli e Roma fossero più forti lo sapevamo da tempo (magari Sousa avesse Higuain…), quindi perdere giocando alla pari e per molti aspetti meglio non è cosa da poco.
Essere nella zona alta della classifica, attorno agli obiettivi prefissati è un’altra positività non del tutto scontata. Insomma, la Fiorentina c’è e ha tutto per restare ancora in alto.
Però quando si perde vuol dire anche che qualcosa o qualcuno non hanno funzionato e proprio su questo qualcosa o questo qualcuno c’è da lavorare per migliorare.
Gli errori individuali, ad esempio, in una partita ci possono stare, ma quando sono gli stessi e reiterati e allora il discorso non torna. Il secondo gol con il Napoli è arrivato per una ingenuità di Ilicic che ha perso palla in mezzo al campo con la Fiorentina sbilanciata. Ilicic si è ripetuto anche ieri, ma per fortuna gli è andata meglio. Situazioni analoghe degli anni passate sono state anche la croce di Pizarro: avremmo preferito non vederle più.
Come non vorremmo mai più vedere la Fiorentina prendere gol come quello che ha portato al raddoppio della Roma. E’ inaccettabile per una squadra organizzata, lasciare mezzo campo vuoto con un angolo a favore, senza avere sempre almeno due uomini in prima e in seconda battuta per eventuali ripartenze che vanno sempre messe in conto. Ingenuità doppia perché oltre all’errore dei singoli, attaccare con dieci uomini una metà campo intasata come quella della Roma è tatticamente sbagliato.
Non vorrei che questa Fiorentina sulle ali dell’entusiasmo, del possesso palla e del bel gioco, tornasse a commettere gli errori che hanno condannato Montella in diverse partite e questo sarebbe imperdonabile. Rivedendo la gara forse la Roma, notoriamente più forte e grandemente criticata dopo il crac in Champions, andava affrontata con meno foga, erano loro che dietro in classifica, dovevano fare la partita. Nel campionato è importante anche riuscire a capire quando è il momento di alzare o abbassare il piede dall’acceleratore, quando il cinismo deve prevalere.
Quello che più ha funzionato nelle giornate dove il gioco ha fatto rima con vittoria, è stato il mix tra giro palla e calcio più opportunistico fatto di rapide verticalizzazioni e ripartenze. Quello che una volta si chiamava contropiede.
Con Napoli e Roma forse la Fiorentina ha voluto strafare pagando (soprattutto contro la Roma) le difficoltà nell’affrontare una difesa chiusa. E’ vero che le occasioni (12 con 21 tiri ) ci sono state, ma è altrettanto vero che per arrivare in zona-gol alcuni giocatori hanno dovuto fare troppa fatica perdendo lucidità.
Insomma, materiale sul quale riflettere per l’allenatore c’è. Un altro problema deriva dall’assenza di Alonso. Con il 3-4-2-1, un modulo duttile, l’esterno sinistro di centrocampo deve fare il terzino, il centrocampista e l’ala. Alonso non ha controfigure. Pasqual quel lavoro non può farlo, non ha più la gamba. Ottima per me la scelta di Bernardeschi anche nell’ottica che tutti devono saper far tutto all’olandese, per un giovane avere più conoscenze è fondamentale, e non se l’è cavata male. Anzi. Ma la sua fase difensiva non è ancora ottimale e Salah, conoscendolo, andava marcato con più attenzione non solo da Bernardeschi ma da tutti. Sul gol ha fermato la palla e ha avuto tempo e spazio per sistemarla prima di tirare. Anche su questo c’è da lavorare, detto che alcuni errori individuali sono dovuti ad una qualità che in alcuni giocatori viola non è sicuramente al livello di quelli della Roma. .
E allora mi chiedo se contro i giallorossi, senza Alonso, non sarebbe meglio giocare a quattro con Roncaglia, Gonzalo, Astori e Pasqual. Comunque su certi giocatori avversari serve maggiore attenzione e le caratteristiche vanno conosciute per prendere le contromisure.
Qualcosa va migliorato anche nella fase offensiva. Serve maggiore rapidità negli scambi a ridosso dell’area, Ilicic ha la tendenza a un tocco di troppo, i movimenti di Kalinic vanno serviti con il tempo giusto altrimenti vengono vanificati.
Un allenatore attento e preparato come Paulo Sousa siamo sicuri che starà lavorando su tutto questo, avrà capito i pregi da conservare (tanti) e i difetti (alcuni) che andranno alla svelta eliminati.
C’è da lavorare giorno dopo giorno per ottimizzare ancora di più un gruppo che sta facendo meglio delle attese e delle sue qualità globali, ma che nello stesso tempo vuole e può rimanere a certi livelli.
Ora arrivano tre partite sulla carta (e sottolineo sulla carta) che in teoria dovrebbero portare nove punti: Verona, Frosinone e Sampdoria. L’obiettivo può e deve essere quello.
Il primo avversario, il Verona, è messo male ma attenti a sottovalutare. Anche in casa si chiudono molto e ripartono in contropiede, la Roma al Bentegodi ha soltanto pareggiato. Servirà pazienza e serviranno anche alcuni cambi.
Non mi dispiacerebbe rivedere Rossi dal primo minuto, non per giocare tutta la partita, ma per dare dall’inizio quella velocità negli spazi stretti che ha dato anche ieri quando è entrato. Questa potrebbe essere una gara adatta a un altro step del suo recupero.
Rossi e Babacar con la sua potenza e anarchia potrebbero essere le armi giuste per scardinare la difesa veronese con un turno di riposo a Kalinic che continua a lavorare per dieci e non si è mai fermato in campionato.
Ma anche Kuba è sembrato meno lucido, situazioni fisiche che accadono a chi è stato fermo per tanto tempo e torna dopo un infortunio. Tirare il fiato può fargli bene.
A Verona giocherei il 3-5-2 puro con Tata in porta, Tomovic, Gonzalo e Astori in difesa, Bernardeschi, Vecino, Suarez, Borja e Pasqual in mediana, Rossi e Babacar. Ma siamo alle ipotesi. Se Alonso dovesse recuperare è chiaro che il posto è suo. E se Suarez non è migliorato è altrettanto chiaro che quel posto spetta a Badelj e il modulo può tornare ad essere il 3-4-2-1.
A proposito di Suarez, fino ad oggi è l’unico neo di una campagna acquisti ben condotta con il budget a disposizione e mancante numericamente solo di un difensore. Cosa fare?
Dovrà rispondere Sousa. Se il tecnico ha capito che recuperare ,lo spagnolo fisicamente e mentalmente è un’impresa fallimentare, visto che è stato l’acquisto più pagato, sarebbe logico già da ora intrecciare trattative per piazzarlo a gennaio. Se davvero il Liverpool di Klopp lo vuole o se in Spagna ha grandi estimatori disposti a rilevare il suo cartellino, con quei soldi è possibile andare sul mercato con più forza.
Se la Fiorentina (come ci sembra di capire) riuscirà a restare in alto, sarebbe imperdonabile non spendere il necessario per andare a chiudere le falle evidenti. Serve un difensore (pensate se ci fosse un altro Astori anche a destra...) e questo di sicuro arriverà. Ma un esterno alternativa ad Alonso o Kuba può essere utile e un centrocampista centrale completerebbe l’organico. L’investimento può contribuire a restare in alto e l’Europa, lo sappiamo, ha sempre un ritorno importante.
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