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Da Zanzibar, piccoli segnali di Beto: luci e ombre del momento del centravanti viola

Da Zanzibar, piccoli segnali di Beto: luci e ombre del momento del centravanti violaFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 15:00Copertina
di Alessandro Di Nardo

La mastodontica ed estenuante pausa nazionali fa sì che in questi giorni qualcuno possa spostarsi con facilità a Zanzibar. Noi lo facciamo, purtroppo, solo idealmente, non per visitare spiagge tropicali o per fare snorkeling, ma perché lì, ieri pomeriggio, si è giocata Tanzania-Guinea-Bissau, 0-1, gol di Franculino. E questo basterebbe per spiegare  la vacuità di questo periodo ma no, noi ci andiamo a pescare qualcosa: l'assist a Franculino - che segna un golasso - lo mette a referto Beto, titolare e faro della nazionale guineese. Mentre Mateo Pellegrino continua a lavorare al Viola Park per provare a consolidare la titolarità al centro dell'attacco di Paolo Vanoli, il colosso nato a Lisbona sbraita e sgomita in un'isola dell'Oceano Indiano per ritrovare la forma migliore, e quindi occhio anche a Zanzibar per capire che Beto potrebbe tornare dopo la sosta.

La prestazione

L'assist per Franculino è da centravanti vintage, spalle alla porta a servire l'accorrente compagno che da fuori incastra la palla sotto al sette. Per il resto la prestazione dell'ex Everton è un po' luci e ombre, considerando anche il contesto: perché la difesa della Tanzania non è quella del Milan di Sacchi, ma comunque il classe '98 fa fatica nei duelli aerei (ne vince 1 su 10) e non solo (a terra siamo a 1 su 7), si fa vedere molto in area (cinque tocchi) ma quasi sempre per fare da muro per sponde ai compagni - zero tiri in porta per lui -, forza un po' la profondità ma si vede che i cavalli non sono ancora (o più?) quelli dello Shinkansen guineano che qualche stagione fa travolgeva mezza difesa della Lazio in campo aperto. 

Il nuovo Beto

Quel Beto rimane intrappolato sotto a un calciatore che ha perso smalto e passo - è il problema dei freak fisici come lui, quando perdono un centesimo del loro atletismo diventano normali, a tratti impacciati per la mole di fisico che comunque si trascinano dietro -, il modo migliore per recuperare il 'vecchio Beto', lo ha suggerito Vanoli, è farlo giocare, fargli ritrovare la gamba da partita, da assalto al campo aperto (specialità in cui, paradossalmente, per adesso è sembrato più indicato un centravanti molto più statico come Pellegrino). Lo stesso Beto aveva avvertito un po' tutti nella conferenza stampa di presentazione di settimana scorsa: "Non sono più quello che conoscevate ai tempi dell'Udinese", c'è da capire adesso se questa nuova versione possa fare comodo alla Fiorentina.