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Il momento di Paratici tra gli interrogativi sulla squadra e la rabbia con gli arbitri

Il momento di Paratici tra gli interrogativi sulla squadra e la rabbia con gli arbitriFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 00:00Copertina
di Lorenzo Marucci
Il penultimo posto in classifica della Fiorentina è totalmente inaspettato e in mezzo alle critiche è inevitabilmente finito anche il ds Paratici

E' il momento di inevitabili riflessioni in casa Fiorentina. La rivoluzione operata in estate e la quantità di calciatori arrivati uno dietro l'altro nel mese di luglio aveva portato grande entusiasmo e elogi a ripetizione per il ds Fabio Paratici. Il campo però ha dato altri esiti portando all'esonero di Grosso e al clamoroso ritorno di Vanoli. E gli interrogativi sulla costruzione della squadra ora sono molteplici. Nel giro di poche settimane il ds è finito così al centro del mirino. In tanti a Firenze adesso vorrebbero conoscere il pensiero di Paratici, vorrebbero vederlo e ascoltarlo davanti ai microfoni per spiegare queste iniziali difficoltà dei viola dopo che sono stati sborsati circa 130 milioni di euro. Il suo silenzio di queste settimane è stato definito... assordante. Anche se poi in effetti si fa sentire anche troppo con gli arbitri, vedi le multe che gli sono state comminate in questa stagione per atteggiamento irrispettoso verso i direttori di gara (sempre nell'intervallo).  


Vanoli e i suoi ruoli 

 

Occorre anche dire che Vanoli in questa delicata situazione, oltre a spiegare cosa non sta funzionando nella sua squadra, sembra l'unico ad assolvere anche ad altre mansioni che in teoria non spetterebbero a lui. Quali? La questione arbitrale (nel post gara con il Como, al di della presa di posizione successiva del club) o più banalmente il punto della situazione sugli infortunati prima della partita. Non a caso non sono mancati coloro che hanno sottolineato che in questo frangente sarebbe necessario far concentrare solo sul campo Vanoli, nel tentativo di trovare la quadra a questa Fiorentina.

 La società

 

Ed è qui che si innesta un ulteriore discorso sul club e sul ds. Paratici evidentemente porta avanti la propria linea, ritenendo non opportuno esprimere il suo punto di vista dopo le partite. Le sue ultime dichiarazioni risalgono al pre-partita con con il Venezia quando spiegò che si ripartiva da Vanoli  "e la partita di oggi è un’occasione per ritrovare la nostra identità. Questo percorso - disse tra le altre cose - è pianificato per i prossimi quattro anni". E' passato più di un mese da quel giorno. E facendo un semplice confronto con chi lo ha preceduto, ovvero Corvino e Pradè, occorre notare che il loro modo di agire era completamente diverso. Se c'era da inviare un messaggio forte, che fosse diretto all'allenatore, al gruppo o alla città, i due ex ds viola non esitavano a presentarsi ai microfoni. Magari Firenze ora si aspetterebbe anche una parola semplicemente rassicurante da parte di chi ha costruito la squadra. 


Paratici e le polemiche arbitrali 

Nel post-partita di domenica molti tifosi avrebbero voluto vedere Paratici presentarsi in conferenza anche per difendere la Fiorentina di fronte ai torti arbitrali subìti. Il ds domenica scorsa ha affrontato la questione direttamente con il direttore di gara e non è nuovo ad incavolarsi con gli arbitri per decisioni discutibili. Nel suo periodo alla Juve, dal 2016 al 2020, ha collezionato circa 50 mila euro in multe, diffide e inibizioni per aver insultato gli arbitri, quelli di campo oppure al Var.