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Fiorentina, ora calma e gesso: Roma fa male ma è ancora presto per le sentenze

Fiorentina, ora calma e gesso: Roma fa male ma è ancora presto per le sentenze
Oggi alle 19:20Copertina
di Andrea Giannattasio
fonte dal nostro inviato a Roma
Il ko dell’Olimpico ha evidenziato errori e ritardi della squadra di Grosso. Ma il cantiere è ancora aperto: servono risposte ma anche equilibrio e pazienza

Equilibrio, prima di tutto. Verso la Fiorentina, verso Fabio Grosso (che, certo, i suoi errori - tanti - ne ha commessi ieri) e verso una società che ha scelto di aprire un ciclo nuovo. Nel giro di 90' i viola, leggendo i social o ascoltando le radio, sono passati dall’etichetta di possibile rivelazione del campionato al “tutto da buttare” seguito al pesantissimo 4-0 dell’Olimpico. La realtà, come spesso accade, sta nel mezzo. La sconfitta contro la Roma è stata netta e dolorosa. La Fiorentina poteva e doveva fare meglio, come ha ammesso senza cercare alibi lo stesso Grosso nel dopo-gara. Ma trasformare una serata sbagliata in una sentenza definitiva sarebbe altrettanto ingeneroso. Calma e gesso, dunque: il percorso è appena cominciato.

Un cantiere contro una macchina già rodata

Tanto per cominciare, la Fiorentina si è trovata davanti probabilmente il peggior avversario possibile per iniziare la stagione. La Roma - lo si è subito capito - giocava a memoria, aveva certezze riconoscibili e ha dato la sensazione di stare meglio anche dal punto di vista fisico. Dall’altra parte c’era invece una squadra ancora con tutte le sembianze di un cantiere aperto: alcuni volti nuovi in campo (almeno un paio, peraltro, fuori ruolo), meccanismi da costruire e diversi acquisti rimasti inizialmente in panchina (perché?). Le esclusioni di Valdepenas e Oulai sono apparse difficili da comprendere, così come alcune scelte di partenza hanno contribuito a indirizzare la partita sui binari peggiori. Sono valutazioni che Grosso dovrà compiere in fretta, perché il tempo per lavorare non sarà infinito (in tal senso la figura del ds Paratici, straordinario a "guidare" Vanoli lo scorso anno, dovrà essere anche in questo caso centrale).

Gli errori vanno corretti, non trasformati in condanne

E qui veniamo al discorso di partenza, ovvero il tempo e la pazienza. La società lo ha ripetuto fin dall’inizio: quello inaugurato in estate è un progetto pensato su quattro anni, non una rincorsa da giudicare dopo la prima giornata. Questo non significa accettare passivamente una sconfitta per 4-0, né ignorare un approccio troppo timido al nuovo campionato. Gli errori devono essere analizzati e corretti, senza nasconderli dietro la parola “progetto”. Ma le difficoltà iniziali erano prevedibili, soprattutto davanti a un mercato che ha cambiato profondamente uomini e gerarchie. Adesso serviranno risposte già dalle prossime partite (Frosinone, Torino e Venezia sembrano un trittico di gare abbordabile), insieme al coraggio di inserire chi può aumentare qualità e personalità. La prima notte è stata durissima ma per i processi e le sentenze c’è ancora tempo.