43 giorni dopo riecco Parisi: il ritorno del pendolino per chiudere i conti salvezza
Quarantatré giorni dopo, Fabiano Parisi è tornato a respirare il campo. E lo ha fatto nel momento forse più complicato, dentro una serata storta e pesante come quella dell’Olimpico, con la Fiorentina già travolta e costretta a rincorrere. Ma proprio in quel contesto l’esterno viola ha mandato il segnale che Vanoli attendeva da settimane: Parisi c’è. L’ex Empoli, fermato dall’infortunio al piede rimediato contro l’Inter lo scorso marzo - un edema fastidioso che lo ha costretto a un lungo stop - è rientrato giocando un tempo intero contro la Roma, mostrando subito brillantezza e personalità. Non ancora al top della condizione, inevitabilmente, ma abbastanza per far capire che il peggio è alle spalle e che il suo contributo può diventare decisivo proprio nel momento più delicato della stagione.
Verso il Genoa: chance dal 1’ per blindare la salvezza
Ecco perché la sfida di domenica contro il Genoa può trasformarsi nel giorno del rilancio definitivo. Una partita dove la Fiorentina va a caccia dei punti necessari per mettere in cassaforte la salvezza matematica e per chiudere definitivamente i discorsi. In questo scenario, Parisi si candida seriamente a una maglia da titolare. Sulla corsia mancina Harrison ha tirato la carretta senza sosta, partendo dal 1’ nelle ultime sette gare consecutive, ma il recupero del classe 2000 offre finalmente nuove soluzioni e soprattutto energie fresche. Parisi, anche da adattato e in una stagione spesso complicata, ha sempre garantito intensità e spinta. Qualità che contro un Genoa aggressivo e fisico potrebbero diventare fondamentali.
Futuro viola: il rinnovo pesa, ma deciderà il nuovo tecnico
Poi arriverà il momento delle riflessioni. Perché quella di Parisi è stata un’annata fatta di ostacoli, tra prestazioni altalenanti, il cambio di ruolo nella seconda parte di stagione e l’infortunio che ne ha frenato continuità e crescita. Eppure il legame tra il giocatore e Firenze non è mai stato in discussione. Lo stesso esterno non ha mai nascosto la propria volontà di restare in viola, sentimento rafforzato anche dal rinnovo fino al 2029 firmato lo scorso settembre. Molto, inevitabilmente, dipenderà dal nuovo allenatore e dalle valutazioni che verranno fatte in estate sulla rosa. Ma una cosa appare già chiara: rinunciare oggi a un giocatore come Parisi - capace di interpretare più ruoli, di garantire corsa e sacrificio e di incidere su entrambe le fasi - avrebbe il sapore di una scelta difficile da spiegare. Perché il “jolly-pendolino” viola, adesso che è tornato davvero, può ancora diventare una risorsa preziosa per il presente e per il futuro della Fiorentina.
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