Il pagellone del mercato del Corriere dello Sport: l'Inter domina, incognita Fiorentina
Si è chiuso ieri alle ore 20 il mercato estivo italiano e il Corriere dello Sport stila stamani il pagellone con i voti ai movimenti delle 20 squadre di Serie A. Premessa essenziale: i voti e i giudizi non sono attribuiti alle operazioni di acquisti e cessioni, ma alla squadra che esce dal mercato. Sono voti “tecnici”, non da commercialisti. Esempio: Castro a 40 milioni è una buona cessione, ma se al suo posto arriva un attaccante da ricostruire (Dovbyk) e uno da rilanciare (Piccoli), il Bologna non si rinforza, anzi. Ecco, proprio il Bologna è l’unica squadra che da questa lunga estate esce sicuramente indebolita. E ce n’è un’altra che, per le ambizioni presidenziali (fare una grande Champions) non si è minimamente rinforzata: il Napoli. L’esatto contrario dell’Inter, che ha migliorato il suo livello pur avendo già un organico ricchissimo. Da aggiungere che anche le prime due giornate possono, seppur leggermente, influenzare i giudizi. Eccoli qui.
A prendersi il voto più alto, 8, è l'Inter: la squadra campione d'Italia ha acquistato tre nazionali inglesi, arrivano dalla Premier e quanto meno alzeranno il ritmo e l’intensità di una squadra già aggressiva. Stones alla guida della difesa, Spence per spingere ancora di più sull’esterno, Jones per aumentare la qualità e le opzioni per Chivu a centrocampo. L’unico reparto non rinforzato è l’attacco, ma se hai già Lautaro e Pio non ce n’è bisogno.
Se dall’Inter c’era già una bella distanza, ora è aumentata. Il Napoli - voto 4,5, la peggiore insieme al Bologna - doveva sfoltire la rosa, aveva 35 giocatori, e l’operazione-vendita è in buona parte riuscita, ma la squadra non ha fatto un passo in avanti, tutt’altro. Soprattutto per la Champions manca qualcosa di utile, manca un’aggiunta di qualità. Allegri voleva un altro attaccante, deve accontentarsi di quelli che ha. E la Fiorentina? Per il Corriere è da 6,5: una squadra tutta da scoprire che per ora non è squadra. Sono arrivati giocatori forti come Atta e Gonçalves, altri da verificare ma quotati come Oulai, Njie e Mastantuono. Restano due interrogativi, il primo in attacco (a differenza di Kean, né Beto, né Pellegrino sono andati in doppia cifra negli ultimi due anni), il secondo in mezzo al campo dove manca un leader esperto.
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