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Finisce il Mondiale di Pongracic, il Portogallo vince 2-1, l'analisi della prova del croato

Finisce il Mondiale di Pongracic, il Portogallo vince 2-1, l'analisi della prova del croatoFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 08:13Primo Piano
di Alessandro Di Nardo
La Croazia viene eliminata ai sedicesimi, decisivo il gol del neo-milanista Goncalo Ramos

Finisce il Mondiale di Pongracic, il Portogallo vince 2-1, ecco la prova del croato

Termina a Toronto, al Bmo Field, la corsa Mondiale della Croazia e di Marin Pongracic, che si arenano contro il Portogallo al termine di un sedicesimo di finale palpitante. Perché alla fine i ragazzi del Ct Dalic avrebbero anche trovato il 2-2 per forzare la sfida ai supplementari con Gvardiol, proprio all'ultimo tuffo (al 14' di recupero), ma dopo una lunga revisione Var la rete viene annullata per una posizione sospetta di Matanovic - una sequela infinita di replay non servono a fugare i dubbi-. 

La partita

Fatto sta che passa il Portogallo, grazie alla rete di Cristiano Ronaldo su rigore (primo centro nella fase a eliminazione diretta di un Mondiale per Cr7) e al colpo di testa al 94' di Goncalo Ramos, che ribaltano l'iniziale vantaggio croato siglato dall'intramontabile Perisic. La partita è palpitante, a tratti commovente per la posta in palio e le figure romanzesche che la animano. C'è un Ronaldo in versione più che autunnale, che ingolfa per più di 81' l'attacco lusitano - poi il Ct Roberto Martinez riesce in un atto di coraggio inaudito mai visto finora, ovvero sostituirlo per far entrare Goncalo Ramos, neo attaccante del Milan, e sarà la mossa decisiva -, c'è un altro ultraquarantenne dall'altra parte come Luka Modric, la cui presenza in campo sembra però più giustificabile rispetto a quella dell'ex compagno ai tempi del Real; e, a proposito di vecchie conoscenze dei blancos, c'è un Mateo Kovacic in versione deluxe, nettamente il migliore in campo per il dominio espresso sulla gara. Alla fine passa il Portogallo e ci sono le lacrime di tutti; di chi vince, per il ricordo della scomparsa di Diogo Jota, che veniva a mancare proprio un anno fa, e di una Croazia che chiude nella maniera più amara, dopo una gioia cancellata sul gol di Gvardiol, quella che è a oggi la miglior generazione mai avuta.


La prova di Marin

In questo scenario epico non sfigura Marin Pongracic. Schierato ancora una volta centrale di sinistra nella difesa a quattro di Dalic, a fianco di Josip Sutalo, il calciatore della Fiorentina (unico viola al Mondiale) risulta pressoché perfetto nella prima impostazione ma anche in un paio di letture preziose (come il colpo di testa con cui allunga in corner un cross velenosissimo a metà primo tempo). Marcare il simulacro di Cristiano Ronaldo non è da considerare lavoro usurante certo, ma lui ne esce quasi sempre alla grande. La situazione si complica quando esce il capitano del Portogallo: nell'azione decisiva del 2-1 Goncalo Ramos gli prende il tempo su un cross da sinistra ma le maggiori responsabilità sono da attribuire al suo partner di difesa. La Croazia, alla fine che sembra solida dietro, ha svoltato in questa competizione da quando è passata a quattro dopo l'esperimento mal riuscito a tre contro l'Inghilterra (Pongracic era rimasto in panchina) e nel complesso il classe '97 ha dimostrato che a questi livelli (siamo quasi sul soffitto del calcio internazionale per intensità, qualità e posta in gioco) ci può stare eccome, non qualcosa di banale.