L'AZIENDA, I SENTIMENTI E I PARTNER

15.11.2014 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
L'AZIENDA, I SENTIMENTI E I PARTNER
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Daniele Pradè c'ha messo la faccia. Di nuovo, e dopo l'immediato dopo-gara di domenica scorsa e l'uno a zero rimediato dal Napoli. Il direttore sportivo viola ha preso ieri la parola in una lunga conferenza, nella quale si è messo a disposizione della stampa rispondendo a svariate domande. Tanti i concetti toccati da Pradè, che in primis merita il plauso per aver affrontato a testa alta la situazione. Non era scontato, del resto, tanto più per un dirigente che da gennaio all'estate scorsa è rimasto in attesa di un rinnovo che sembrava non arrivare mai e il cui futuro resta oggi legato ad un secondo rinnovo che non si sa se arriverà.

Si dirà che alcune parole di Pradè hanno fatto, e faranno discutere, come probabilmente nel caso dei tifosi trasformati in "partners dell'azienda Fiorentina" (concetto comunque in linea con quanto riferito dal presidente esecutivo Cognigni qualche giorno fa), o come affidandosi a un appello all'unità nei confronti dei suddetti tifosi seppure una vera e propria contestazione non ci sia stata (tanto che i fischi a Ilicic, erano persino la minoranza). E si dirà anche che, su alcune scelte di mercato, si è soprattutto rimandato qualsiasi giudizio a tempi futuri, pur confermando la fiducia e la stima nei confronti del tecnico. Tutti concetti sui quali, c'è da scommettere, l'opinione pubblica dirà la sua a cominciare da oggi.

Quel che più ci preme sottolineare, allora, non sta tanto nelle pieghe dei concetti riportati da Pradè (anche se francamente ci saremmo aspettati una presa di posizione della proprietà, più che dell'uomo che ancora una volta ieri è stato chiamato a rispondere in prima linea, quasi in un ruolo da parafulmine) quanto nell'eventualità di un incontro come quello di ieri. Che dovrebbe rappresentare la regola, non l'eccezione. La Fiorentina, in altri termini, al di là delle difficoltà attuali continua a ignorare il valore della comunicazione, e soprattutto della sua gente.

Perchè i tifosi non vivono la squadra, non vedono i giocatori, tanto meno gli allenamenti. Non sanno nulla di chi indossa quella maglia viola e che oggi abbiamo scoperto inaspettatamente "sensibile" come confessato da un tecnico il cui feeling con la piazza è stato ulteriormente minato. Da battute che riguardavano, evidentemente, punti di vista non condivisi con la società e non da rapporti incrinati con la propria gente, o da obiettivi rilanciati senza che lui per primo ne fosse convinto. E ancora da un mercato che se oggi non può essere giudicato, comunque, non deve avergli fornito grandi alternative. Sotto questo profilo, allora, più che con la stampa, in Fiorentina dovrebbero parlarsi tra di loro.

Tutto questo per dire, quasi denunciare, che la Fiorentina continua a correre il rischio di commettere gli stessi errori di sempre. La lontananza dalla propria gente, quella del primo referente nei confronti dei tifosi (ovvero ADV, cioè il più apprezzato dai tifosi) l'assenza di coinvolgimento dei tifosi nei confronti di sogni sportivi ben diversi da obiettivi aziendali (al solito, a Firenze difficilmente si sentirà chiedere lo scudetto, ma la partecipazione sì), il silenzio e il segreto che hanno contraddistinto gli ultimi giorni nei quali, per esempio, Ilicic ha maturato soltanto le perplessità poi esposte in un video messaggio di scuse a dir poco discutibili. E poi ancora una dinamica interna che non favorisce sinergia, unità d'intenti, comunicazione interna e obiettivi condivisi. 

Appurato che difficilmente l'appello di Pradè cadrà nel vuoto (non abbiamo dubbi sulla vicinanza dei tifosi alla squadra da qui a fine stagione), e che a una conferenza come quella di ieri dopo giorni di silenzio forse si poteva preferire un semplice allenamento a porte aperte, possibile che ancora, dopo tutti questi anni, in Fiorentina non abbiano capito quanto sia sbagliato, e controproducente, comunicare in questo modo?