Il Tottenham spinge per De Zerbi, ma i tifosi non lo vogliono: c'entra Greenwood
Roberto De Zerbi è il tecnico che tutti vogliono. Accostato in maniera quasi utopistica anche alla Fiorentina, l'ex allenatore dell'Olympique Marsiglia cerca squadra e una forte candidata è il Tottenham Hotspur, club che vive una fase estremamente delicata, sia sul piano sportivo, dove è in lotta serrata in Premier per non retrocedere, che su quello ambientale. L’esonero a sorpresa di Igor Tudor, dopo appena sette partite, ha accelerato la ricerca di una nuova guida tecnica in un momento già critico: la squadra è infatti a ridosso della zona retrocessione, con pochissime giornate a disposizione per salvarsi.
Tra i profili valutati, il nome principale resta proprio quello di De Zerbi, considerato dalla dirigenza la scelta ideale per avviare un progetto più strutturato. Tuttavia, l’operazione appare complessa: da un lato il tecnico italiano non sembra intenzionato ad accettare incarichi in corsa, preferendo valutare con calma il proprio futuro a fine stagione; dall’altro, una parte significativa della tifoseria ha espresso una netta opposizione al suo possibile arrivo.
La contestazione nasce da questioni etiche oltre che sportive. Alcuni gruppi organizzati, tra cui realtà legate all’inclusione e alle minoranze, criticano le posizioni assunte da De Zerbi in difesa di Mason Greenwood durante l’esperienza al Marsiglia, ritenendole incompatibili con i valori del club. Per questi tifosi, la scelta dell’allenatore non riguarda solo i risultati, ma anche l’identità e i principi rappresentati fuori dal campo.
Tramite i social media, principalmente tre pagine rappresentanti il gruppo LGBTQ+ del Tottenham Proud Lilywhites, il gruppo di tifose Women of the lane oltre a quello delle minoranze etniche del club Spurs Reach. Perché l'astio nei confronti di Roberto De Zerbi? Semplice, per le ripetute prese di posizione in difesa di Mason Greenwood, allenato all'OM ma ex Manchester United, accusato e poi assolto di violenza sull'allora fidanzata Harriet Robinson. Un caso divampato per la serie di foto e video che mostravano la ragazza con labbra e volto insanguinato e con lividi sulle gambe e in altre parti del corpo, accompagnate dalla frase:
"A tutti quelli che vogliono sapere cosa mi fa davvero Mason Greenwood". Uno dei casi di violenza sulle donne che ha intaccato il mondo del calcio e che per nessuna ragione al mondo i tifosi del Tottenham in questione intendono proteggere o avere a che fare. Questo include anche il suo ex allenatore, Roberto De Zerbi, che tanto ha tutelato il giocatore inglese 24enne dopo gli accaduti. Di seguito uno dei comunicati trasmessi su Instagram: "Abbiamo letto le notizie che accostano Roberto De Zerbi alla panchina del Tottenham e, onestamente, è qualcosa che non ci convince. Come Proud Lilywhites, abbiamo a cuore questo club nel profondo; non ci interessa solo ciò che accade in campo, ma ciò che il Tottenham rappresenta fuori. Non è solo una questione di risultati o di stile di gioco. Si tratta di valori, di identità e del tipo di persone che scegliamo per rappresentarci. Il calcio non esiste in una bolla. I club stabiliscono degli standard, che lo vogliano o meno, e questi standard modellano il modo in cui le persone si sentono, chi si sente il benvenuto e quale comportamento viene considerato accettabile. Gli Spurs sono in una fase in cui è necessario ricostruire non solo i risultati, ma la cultura stessa. L'ambiente intorno alla squadra, al centro sportivo e oltre, deve essere intenzionale e coerente. Deve riflettere i valori che il club dichiara di sostenere. L'allenatore gioca un ruolo fondamentale in questo. Dà il tono ogni giorno attraverso ciò che dice, ciò su cui sorvola e ciò che difende. Tutto fa massa. Per molti di noi, questo non è un aspetto che si può separare dal calcio; fa parte di ciò che significa sostenere il club. Vogliamo tutti che gli Spurs vadano avanti, ma il modo in cui lo facciamo è importante. Quando qualcuno in quella posizione difende pubblicamente un giocatore come Mason Greenwood, e lo fa in un modo che sminuisce la gravità di quanto accaduto, ciò conta: non solo come episodio isolato, ma per il segnale che lancia. Siamo orgogliosi dei progressi fatti nel rendere il calcio più inclusivo e accogliente. Quel progresso è importante e non può essere compromesso o trattato come secondario. Non chiediamo la perfezione. Chiediamo responsabilità, trasparenza e una leadership che rifletta i valori che questo club sostiene di avere. Tutti insieme, sempre. Questo deve pur significare qualcosa. No a De Zerbi".
In questo contesto, il Tottenham si trova davanti a un bivio: puntare subito su una figura di alto profilo ma divisiva, oppure optare per una soluzione temporanea come Ryan Mason o Sean Dyche. La decisione sarà cruciale per evitare la retrocessione e definire il futuro del club.
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